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Monumenti: PALAZZO DE MARZO

Sorge in Largo Concordia, una graziosa piazzetta del centro storico di Brindisi. Proprio qui, sino al 1878 era presente la cinquecentesca Chiesa di S. Maria della Concordia, di cui non rimane più nulla se non una piccola tela rappresentante la Madonna della Concordia conservata nella Chiesa di S. Paolo.


Immagine d'epoca del Palazzo De Marzo in Largo Concordia

Il palazzo, attribuito al XVI secolo, deve ritenersi più tardo dagli evidenti riferimenti barocchi. Il nome è quello del più antico proprietario che si conosca, il dottor fisico Don Antonio De Marzo che lo abitò alla metà del 1700. La famiglia De Marzo nel XVIII secolo, assunse notevole rilevanza economica sia per la vendita di capitali censi che per l’acquisizione di proprietà terriere nell’area di Fiume Grande. E’ stato sempre di proprietà della stessa famiglia, fino a quando Clementina De Marzo dispose l’assegnazione dell’immobile alla chiesa di Brindisi.
Ospitò poi al piano terra, nel locale cui dà accesso il bel portale, la Pretura, che fu trasferita nel 1930 a palazzo Granafei. L’arcivescovo Tommaso Valeri nel 1933 lo legherà a sua volta alla nascente parrocchia Ave Maris Stella. Nel 1946 durante la sommossa dei reduci, l’intero stabile fu danneggiato e incendiato con l’intento di distruggere schedari e cartelle di pagamento dell’Esattoria delle Imposte che vi era collocata. Nel 1955 sarà acquistato dalla famiglia Caiulo, attuali proprietari.

E’ stato quasi completamente distrutto negli anni ’60, come il vicino palazzo dei Leanza. Dell’antica fabbrica resta solo la facciata principale, con il semplice portale dall’archivolto in rilievo, su capitelli figurati, e con il balcone costituito da una bifora con archivolti e capitelli modanati e da una loggia riccamente decorata con balaustri dagli elementi floreali. L’angolo dell’edificio è segnato per quasi tutta l’altezza da due colonne sovrapposte ed addossate al corpo di fabbrica.

Anche sul lato di via Maddalena presentava una loggia riccamente lavorata nel balcone in pietra, sorretto da semplici ma belle mensole, incastonate quasi in un suggestivo motivo architettonico, al centro del quale si notava la scultura di una testa umana, elemento di chiaro stampo rinascimentale. Il recupero della loggetta, a detta dell’attuale proprietario, è stato impossibile per l’avanzato stato di degrado(!). Sull’architrave della loggia inoltre, secondo il Camassa, era scolpita un iscrizione in latino:

Huc mei non me ego
H(a)ec ex meis non ex me omnia

Sarebbe stata posta da uno dei proprietari del palazzo per esprimere la sua gratitudine verso i suoi antenati e rendere noto che in quella casa fu condotto bambino, infatti la traduzione è: qui io non da me venni, ma i miei mi portarono. Non da me, ma dai miei provengono tutti questi miei beni.

Testo di Gianluca Saponaro

Bibliografia:
- G. Carito, Brindisi: Nuova Guida, Brindisi, 1993.
- N. Cavalera, I Palazzi di Brindisi, Schena Editore, 1986.
- Soroptimist International Club Brindisi, Scoprire Brindisi: guida alla città, Brindisi, 1997.
- P. Camassa, Guida di Brindisi, Brindisi, 1910.

Fotogallery - clicca per ingrandire
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1. Palazzo De Marzo. Esterno (ph. Mario Carlucci)
2. Palazzo De Marzo. Loggia
3. Palazzo De Marzo. Portale
4. Palazzo De Marzo. Particolare del capitello sul portale
5. Palazzo De Marzo. Colonna con capitelli figurati con motivi vegetali
6. Palazzo De Marzo. Colonna con capitelli figurati con motivi vegetali
7. Palazzo De Marzo. Portale e loggia
8. Loggia dell'antico Palazzo De Marzo su via Maddalena
(da A. Del Sordo, Vecchia Brindisi tra cronaca e storia)
9. La demolita loggia su via Maddalena (da G. Carito, Brindisi Nuova Guida)
10. Dipinto della "Madonna della Concordia" (ph. Mario Carlucci)

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