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SAN TEODORO - copatrono di Brindisi
San
Teodoro, nato nel IV secolo d. C. in Oriente (non è
certo che fosse originario dell'attuale Turchia, come
si ritiene comunemente), prestava servizio militare
in una legione romana ad Amasea, in Turchia, quando
l'imperatore Massimiano ordinò la persecuzione
dei cristiani. Teodoro fu tra quelli che dichiararono
la loro fede in Cristo. I persecutori, riconoscendo
il suo coraggio, gli concessero una pausa di riflessione,
ma il giovane ne approfittò per incendiare il
tempio dedicato a Cibele, la madre degli dei. Invece
di punirlo, i giudici ricorsero alle lusinghe promettendogli
grandi onori. Quando si convinsero che era tutto inutile,
ordinarono che Teodoro fosse torturato e bruciato vivo.
Le sue ossa furono amorevolmente raccolte e conservate
a Euchaita (l'odierna Aukat, Turchia).
San Gregorio di Nissa,
appena vent'anni dopo il martirio di Teodoro, raccontò
gli episodi essenziali della sua breve avventura terrena
in un'orazione solenne (il "panegirico"),
in cui tra l'altro si chiese: "Chi, tra i capitani
che hanno espugnato città fortificate e assoggettato
numerosi popoli, è stato così glorificato
come questo povero soldato ?"
Il culto di San Teodoro,
molto vivo in Oriente per secoli, fu trasferito dai
Veneziani nella loro città, che lo elesse a suo
patrono prima di San Marco. Nel 1210, il 27 aprile (ma
la data è presunta), le reliquie di San Teodoro
furono trasportate dai marinai veneziani da Euchaita
a Brindisi; la tradizione vuole che sia stato l'Arcivescovo
Gerardo a recarsi all'ingresso del porto per ricevere
le ossa e conservarle nel Duomo.
A quel tempo il patrono
di Brindisi era ancora San Leucio; successivamente e
per poco più di un secolo, fu San Giorgio; solo
alla fine del XV secolo fu riconosciuto il culto di
Teodoro, per merito soprattutto dei Greci, degli Albanesi
e degli Schiavoni, che contribuirono a ripopolare la
Città dopo il disastroso terremoto del 1456.
La "processione
a mare", che si svolge in occasione dei festeggiamenti
dei Santi patroni (San Teodoro d'Amasea e San Lorenzo
da Brindisi), ha luogo solo dal 27 aprile 1776, allorché
il porto interno di Brindisi cessò di essere
una palude, e fu rimesso in comunicazione con il porto
medio e, quindi, con quello esterno. La processione
vuole ricordare un episodio miracoloso: i marinai che
nel 1210 trasportavano le reliquie di Teodoro, vedendosi
inseguiti da velieri turchi, pensarono di metterle in
salvo su un sandalo (imbarcazione dal fondo piatto)
che, spinto dalla corrente, si diresse all'imboccatura
del nostro porto.
Il culto, sia pure
breve, di San Giorgio (il santo che a cavallo trafigge
il drago) spiegherebbe la frequente raffigurazione di
San Teodoro a cavallo, armato di lancia, e talvolta
anche nell'atto di colpire il drago o il demonio dall'aspetto
umano.
La festività
del 9 novembre fu stabilita dalla Chiesa; i festeggiamenti
solenni e la processione a mare, che una volta si svolgevano
nell'ultima decade di luglio, si tengono ora nel primo
fine settimana di settembre. L'ultimo mese dell'estate,
che coincide col ritorno dei cittadini che sempre più
numerosi sono soliti recarsi nelle località di
villeggiatura, è da qualche decennio il periodo
preferito per le feste patronali nel Sud d'Italia.
Testo
di Roberto Piliego
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