Brindisi Virtual Tour
Dal 1995 la guida della città per conoscere
e apprezzare una Terra senza Tempo
Brindisi, cronologia storica
Dal 1850 al 1910
1854
I lavori al porto sospesi nel 1848 vengono ripresi e conclusi in un biennio.
1855
Il comune di Brindisi cede, a prezzi di mercato, a privati, aree di sua proprietà inutilizzate. Vi era bisogno di aree edificabili dato che il buon esito dei lavori già eseguiti per la riapertura del porto aveva dato nuovo vigore all’economia cittadina. Il 14 luglio 1855 il comune di Brindisi “in Terra d’ Otranto è autorizzato ad alienare al Signor Giulio Alessano una zona di suolo pubblico della estensione di palmi duemilaottocentosessantuno nella contrada Congregazione, per lo prezzo di ducati quindici; ed altra simile zona della estensione di palmi seimilaquattrocentoquarantadue nel luogo medesimo al Signor Francesco Rodriguez, pel prezzo di ducati ventitré”; il successivo 23 ottobre il comune è autorizzato ad alienare “un pezzo di suolo pubblico, della estensione di palmi quadrati 363.32, nel vicolo detto dietro l’Orologio, in favore del Signor Benedetto Balsamo, pel prezzo di ducati sette e grana 50”. Il 22 novembre 1855, sempre con autorizzazione governativa, si cede al “Signor Teodoro Drasinò un pezzo di suolo pubblico, della estensione di palmi quadrati settemilatrecentoquaranta, confinante con la strada detta la Mena, col giardino de’ Signori Ercolini, e con la casa de’ Signori Scivales, pel prezzo di ducati sessanta”. Infine, con nuova autorizzazione governativa del I dicembre 1855 si cede al “Signor Domenico Balsamo un pezzo di suolo pubblico nella strada Via Lata, della estensione di palmi quadrati quattromilacentosessanta, per lo prezzo di ducati centoquarantanove”.
Il 13 luglio 1858, il re dispone che “il comune di Brindisi in Terra d’Otranto alienar possa in favore del canonico D. Consalvo de Castro l’aja del vicolo della Via Lata, in contrada Purgatorio, pel prezzo di ducati ottantuno, e con tutte le condizioni contenute nel verbale di aggiudicazione definitiva de’ 19 di marzo ultimo”. Con provvedimento del 17 agosto 1858 si autorizzava “il comune di Brindisi in Terra d’ Otranto ad alienare senza lo esperimento delle subaste a favore della Signora Angela Balsamo un pezzo di suolo pubblico della estensione di milleseicentoventi palmi quadrati, contiguo alla casa di lei sita nella strada Marina, per lo prezzo di ducati quattordici, ai sensi della deliberazione decurionale de’ 26 di luglio 1857 e dell’ uniforme avviso del Consiglio d’ Intendenza de’ 17 di aprile ultimo”. Nasceva così una nuova Brindisi e andava formandosi l’immagine della città che conosciamo.1
1855 – 1857
Si organizzano a Brindisi movimenti cospiratori contro il regno.
Notevole fu il ruolo di Brindisi all’interno del movimento risorgimentale salentino. Per quel che ne scrisse Pietro Palumbo, il 1856, “Le dimostrazioni avvenute all’estero rinsaldarono maggiormente la fibra di coloro che attendevano la libertà. A Brindisi Nicola Perrone, che vi era esiliato, aveva relazioni frequenti coi legni che approdavano in quel porto. Gli erano compagni Catone e Francesco Crudemonte, Giacomo Santostasi, Giacomo Catanzaro e Angelo Miccoli e si riunivano in un retrobottega di Vito Lisco, venditore di liquori, o nel caffè di Francesco Palmisano, detto Cicciotto. Serviva loro da intermediario coi capitani dei legni esteri Giorgio Prinari di Corfù, stabilitosi in città nell’estate del ’55, il quale per mezzo di Francesco Zaccaria era in relazione con i liberali di Francavilla. A Brindisi gli approdi erano frequenti. La città era la chiave delle corrispondenze con gli emigrati di Francia e Grecia”.1
1859
Muore per malattia Ferdinando II. Ritiene causa dell’infermità lo sguardo di uno iettatore percepito nella Cattedrale di Brindisi (scheda).
È documentata la permanenza in Brindisi del beato Bartolo Longo (1841-1926), fondatore del celeberrimo santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, come studente presso il sacerdote Giustino Minunni, che, per quel che si sa, nel 1854 aveva tenuto tre sermoni sul tema del Cuore di Gesù, ed ancora un altro nel 1857. Per quel che ne scrisse Rosario Jurlaro, il giovane Bartolo Longo ebbe allora, nel 1859, occasione di partecipare nella chiesa cattedrale di Brindisi alle funzioni che da anni praticava la Congregazione del Sacro Cuore, di cui il regolatore nel 1844 era stato il canonico teologo Giovanni Tarantini. La Congregazione brindisina, come si apprende dall’atto, con cui è ammesso il 15 giugno 1844 il sacerdote Francesco de Castro, dipendeva dalla Pia Unione del Sacro Cuore di Gesù canonicamente eretta nella chiesa dei Gesuiti di Lecce, che a sua volta era unita alla primaria eretta a Roma in Santa Maria ad Pineam e poi in Santa Maria della Pace con diploma del 25 luglio 1840. La permanenza di Bartolo Longo per il perfezionamento letterario a Brindisi presso il sacerdote Minunni, del quale si hanno vari attestati di capacità didattiche e culturali e che si sa fu docente nel seminario di Brindisi e responsabile del ginnasio pubblico, fu per il giovane il periodo di reale apertura al purismo linguistico, ma anche di crisi politico-ideologiche. Nelle carte del suo maestro vi sono, datati proprio al 1859, due quaderni di esercitazioni stilistiche, forse approntate per l’eccezionale discepolo.
1861
Brindisi conta solo 9.137 abitanti, contro gli oltre 11.000 di Ceglie, 17.600 di Francavilla, 16.200 di Ostuni e 12.700 di Fasano. Il 27 gennaio si vota per la nuova camera dei deputati. A Brindisi viene eletto il medico brindisino Cesare Braico, volontario garibaldino (biografia).
A luglio vengono fucilati in piazza 11 soldati borbonici catturati a Cellino.
Le cronache riferite al periodo immediatamente successivo all’unificazione d’Italia riferiscono di una strategia quasi del terrore instaurata nelle province dell’ex regno delle Due Sicilie a danno di chi fosse sospettato di simpatizzare per i Borboni. Nell’agosto del 1861 molti soldati dell’ex esercito borbonico si consegnano alle nuove autorità nazionali che non saranno benevole nei loro confronti destinandoli, per buona parte, ai famigerati campi d’internamento di Fenestrelle. Il 5 agosto 1861 «furono imbarcati per Genova mille soldati sbandati, presentatisi a Brindisi e Bari». «Altri seicento si sono presentati a Lecce, che, depositati in Brindisi, aspettano l’imbarco». Il 10 agosto 1861, si rileva che «i soldati sbandati corrono a presentarsi e già 1600 di questi l’altro ieri partirono per Genova senza contarne 400 che stanno a Brindisi». Il 21 agosto si annota ancora che «dopo le spedizioni fatte da Brindisi altri 250 aspettano di essere trasportati a Manfredonia». Non solo soldati confluivano a Brindisi: «Il Bruno vescovo d’Uggento, insidiato nella vita, fuggiva travestito a Brindisi, dove noleggiò una barca per l’isole Jonie; ma avvisato lo aspettassero là dentro i sicari, scampò per terra a Bisceglie».1
1862
Si manifestano nei pressi di Brindisi le prime bande di briganti locali.
1864 – 1866
Il 29 gennaio del 1865 si apre la tratta ferroviaria Bari-Brindisi, inaugurata il 25 maggio dai principi Amedeo e Umberto di Savoia (scheda). Il 15 gennaio 1866 viene aperta la tratta ferroviaria Brindisi-Lecce. Nel giugno viene assegnato il domicilio coatto all’arcivescovo Ferrigno, sospettato di cospirare per una restaurazione borbonica clericale, insieme a lui anche l’arcidiacono Giovanni Tarantini (biografia) ed altri canonici ed ex viceconsoli.
Viene presentato un nuovo progetto di rilancio del porto.
1869
Viene completata la diga a Bocche di Puglia, che unisce la terraferma all’isola di Sant’Andrea.
Il 21 novembre giunge il duca d’Aosta (Amedeo, 1845-1890, figlio di Vittorio Emanuele II): “S. A. R. il duca di Aosta si è recato a Brindisi giungendovi col treno diretto allo scoccare del mezzodi. Lo ha ricevuto alla stazione il signor sottoprefetto e moltissimi altri tra cui il comandante del Castelfidardo e dell’ Ettore Fieramosca (navi della Regia Marina). Il principe, giunto appena, si è recato addirittura a visitare i marinai feriti nel funesto scoppio della caldaia del Castelfidardo i quali, come ho già detto, furono menati all’ ospedale di Brindisi. Alle tre vi è stata una colazione apparecchiata nel palazzo della sottoprefettura, a cui S. A. R. ha voluto che prendessero parte il signor prefetto comm. Antonio Winspeare duca di Salve, il sindaco e la consorte del sottoprefetto il quale è assente, oltre i suoi aiutanti. Prima di muovere alla volta di Taranto dove va a raggiungere la sua squadra, il principe ha voluto fare un giro in carrozza per la città e nel partirsi ha dato al signor Monticelli, assessore delegato, la somma di lire 100 pel cocchiere che lo ha condotto in quella passeggiata”. Il giorno successivo 22 novembre, lunedì, è festa in città per santa Cecilia: “La festa che il municipio ha celebrata oggi è stata tutta ecclesiastica, cantandosi un Te Deum nella chiesa di s. Paolo, al quale, oltre le podestà civili e militari, sono intervenuti moltissimi cittadini e tutti gli alunni e le alunne dell’asilo infantile e della scuola ginnasiale”.1
In un report del 1869 si rileva, a proposito di Brindisi. “Ha una popolazione, secondo l’ultimo censimento (1862), di 9105 abitanti (4684 maschi e 4421 femmine). Nel 1860 ne aveva 8844; ebbe quindi un aumento in due anni di 261 abitanti. Le cifre della sua guardia nazionale attiva e mobilizzabile non trovansi indicate nelle statistiche ufficiali. Gli elettori politici inscritti nelle liste elettorali del 1863 erano 150. Ha ufficio postale proprio, giudicatura di mandamento dipendente dal tribunale di circondario di Lecce, ispezione delle gabelle, ispezione delle dogane, ufficio demaniale, comando di distretto militare dipendente dal gran comando di Napoli. Nella circoscrizione marittima è capitaneria di seconda classe, con giurisdizione sui porti di Otranto e di Ostuni ed ha un bagno succursale dipendente da Ancona; nella elettorale dà il nome al 405° collegio elettorale, che conta 931 elettori e dividesi nelle sezioni di Brindisi, Ceglie, San Vito dei Normanni, Carovigno, Ostuni e Latiano; nella ecclesiastica è sede arcivescovile. A Brindisi hanno altresì residenza i consoli della Danimarca, della Francia, della Gran Brettagna, della Grecia, dei Paesi Bassi, del Portogallo, della Russia, della Svezia e Norvegia, della Turchia. Pel dazio consumo è comune di quarta classe. Il suo territorio è fertilissimo, e però con una diligente coltura può dare ogni maniera di produzioni vegetali: vi sono coltivati eccellenti vigneti ed oliveti, produce in abbondanza cereali e bambagia, ed è ricco di armenti. Il vino, che è uno de’ suoi principali prodotti, è squisitissimo, e nonché perdere acquista anzi bontà quando venga trasportato sulle onde, cosicché è assai ricercato dalle nazioni straniere, venne cantato in diversi passi dal poeta Orazio, e dié il nome a quell’invito o saluto che si fa alle tavole in bevendo. I terreni posti nella zona orientale sono bagnati dal fiume Piccolo, anticamente chiamato Lacina [Luciana], che sbocca nel porto, e dal fiume Grande, chiamato dagli antichi il Delta, che mette foce nell’Adriatico. In alcuni luoghi l’aria è malsana a cagione delle alghe che crescono in grande copia ne’ bassi fondi, presso la spiaggia, e putrefacendo miste a sostanze animali formano un profondo strato che manda insopportabile odore, ove alquanto si sommuova o rimanga esposto agli ardenti raggi del sole. Le bonificazioni decretate dal governo nazionale e che sono in parte intraprese, daranno a questo cielo amenissimo la sua purezza e salubrità”.
1870
Si apre la tratta ferroviaria Brindisi-porto. Sono circa 11.000 i passeggeri in transito nel porto.
Si introduce su vasca scala la coltivazione del vigneto nelle campagne (scheda).
Il 25 ottobre parte da Brindisi il primo piroscafo della Valigia delle indie (scheda).
Il console britannico in Brindisi Henry Grant, in un rapporto datato 23 novembre 1870, così descrive la città, il porto, i suoi abitanti: “_Dieta. La carne, soprattutto il manzo, è generalmente molto buona. Il vino del paese è buono e molto economico. La dieta più adatta per combattere la febbre da palude, che prevale in questo porto, è composta da carne arrosto, occasionalmente pesce, una quantità molto moderata di verdure e abbondante vino. Il caffè nero al mattino è consigliato, così come un uso moderato di brandy o rum, e amari. In linea di massima, si dovrebbero evitare i maccheroni, la frutta e l’acqua.
Abbigliamento. Le maglie di lana dovrebbero essere indossate tutto l’anno a contatto con la pelle. In inverno è necessario indossare abiti caldi, mentre in estate abiti leggeri. Bisogna evitare l’esposizione all’aria notturna.
Alloggio. È difficile trovare alloggi salubri. Quelli degli operai locali sono generalmente al piano terra; sono umidi, mal ventilati e poco drenati. Sono composti da una a tre stanze. L’affitto varia da 100 a 150 franchi all’anno.
Qualità del Lavoro. La qualità del lavoro è di tipo molto inferiore. A parte forse i muratori, direi che gli operai in questo porto sono incompetenti nei loro rispettivi settori. Non c’è domanda di lavori solidi e rifiniti, e al momento non c’è spazio per l’introduzione di manodopera esterna.
Osservazioni. Brindisi ha 10.000 abitanti, di cui circa 1.000 sono artigiani. Un club o associazione di lavoratori, chiamata Società Operaja, è stata fondata l’anno scorso; è composta da 150 membri. Per quanto posso giudicare, sembrano finora più interessati ad acquisire influenza politica che a migliorarsi o ad aiutarsi reciprocamente_”.1
1871 – 1875
Fra il 1871 e il 1875 dal porto di Brindisi furono esportati 10,786 ettolitri di vino in otri e botti per un controvalore stimato in Lire 485.570 equivalenti a Euro 2.368.411. Poca o nulla l’esportazione di vino in bottiglia: “Nulla diremo del commercio di esportazione del vino in bottiglie, essendo poca cosa quello che per intero si esportava dal porto di Brindisi pel Levante, specialmente perché esso va scemando giornalmente, essendosi smessa in quella città una fabbrica di vermouth, colà impiantata nel 1868. Questo commercio di esportazione, finché la Provincia prosegue il suo vecchio sistema di fabbricazione pei vini, non crediamo possa seriamente aumentarsi. Sembra all’estero non piacciano i vini fabbricati con sola uva si preferisce la miscela di sostanze alcaline e zuccherine”.1
1872
Uno scritto ben riassume quali erano allora le speranze che si riponevano nello sviluppo di Brindisi, porto caposcalo della Valigia delle Indie. “Brindisi, la prima porta d’Italia aperta al commercio di Oriente, richiama ora l’attenzione di tutti i Governi Europei. Il suo porto ampio e sicuro, le fiorenti campagne che la circondano, la dolce temperatura dell’aria, il bel cielo d’Italia che si mostra colà in tutta la sua magnificenza, rendono quel soggiorno incantevole; ma tanto benefizio è pur troppo in gran parte perduto, perché …abbandonata quella località, divenne centro di esalazioni infeste per le acque rimaste stagnanti alla pianura e gli interramenti che ingombrarono in gran parte il suo bel porto una volta centro della potenza navale di Roma dominatrice del mondo. La Dio mercé Italia è sorta a riparare quelle rovine, e Brindisi portata agli antichi splendori e dissipata la mal’aria , diverrà assai presto una preziosa gemma fra tutte le città sorelle della nostra penisola”.
La bonifica delle paludi intorno a Brindisi occupò un larghissimo arco temporale. Come legge 30 giugno 1872 “È autorizzata la spesa straordinaria di lire 151,900 pel colmamento e risanamento della Valletta di Fiume Piccolo presso Brindisi, da stanziarsi in apposito capitolo del Bilancio del Ministero dei Lavori Pubblici per il 1872, colla denominazione: Bonificamento dell’ Agro Brindisino. Le opere occorrenti a questo scopo sono dichiarate di pubblica utilità. Pel concorso nella spesa, deliberate dalla Provincia di Lecce in lire diciottomila, da pagarsi nel 1872, e dalla città di Brindisi in lire ventisettemila quattrocento settantacinque, pagabili in tre rate annuali a partire dal 1872, sarà inscritto apposito capitolo nei bilanci attivi delle Finanze per gli anni 1872, 1873 e 1874, colla denominazione: Concorso della Provincia di Lecce e della Città di Brindisi delle opere di bonificamento dell’Agro Brindisino”.
Un documento statunitense informa che fra il 1872 e il 1873 fu console a Brindisi il rev. Reuben Safford Kendall. Il Reverendo Kendall ha perciò prestato servizio come console degli Stati Uniti a Brindisi proprio negli anni immediatamente successivi all’apertura del Canale di Suez (1869). In quel periodo, la città stava vivendo una vera e propria rinascita commerciale e diplomatica grazie alla Valigia delle Indie, diventando lo snodo cruciale per i transiti tra l’Europa e l’Oriente. La presenza di un console americano qui, subito dopo l’incarico a Strasburgo nel 1871, conferma la rilevanza strategica che il porto di Brindisi aveva assunto a livello internazionale.1
1873 – 1874
Si registra un consistente acquisto di terreni nell’agro di Brindisi da parte di capitalisti settentrionali. Il valore della proprietà fondiaria cresce del 40%. Iniziano disboscamenti, bonifiche e si costituisce un consorzio stradale per la viabilità agraria.
1876 – 1878
La città viene ben raccontata in alcuni report inglesi e italiani (scheda)
1880 – 1881
L’inizio della crisi cerealicola allontana la maggior parte degli imprenditori lombardi.
Iniziano i lavori di escavazione e realizzazione delle banchine del porto. Brindisi conta 16.618 abitanti contro i 16.957 di Ostuni.
La città era letteralmente il centro di gravità delle comunicazioni globali tra l’Estremo Oriente e l’Impero Britannico, grazie alla storica rotta della Valigia delle Indie
1882
Il 10 maggio un violentissimo temporale investì il Salento. Per quel che ne riferisce Cosimo De Giorgi, “Nelle ore pomeridiane dello stesso giorno (10 maggio 1882) una simile grandinata si scaricò sul territorio di Brindisi, e quivi i danni si fanno ascendere ad oltre un milione di lire. La stazione della ferrovia sembrava, anche ieri, mitragliata. Distrutte le viti e i cereali, che sono le due coltivazioni più estese nel brindisino: e nella città tutte le finestre esposte al NW ebbero rotti i vetri. … Cessato il temporale, è subentrato un vento di Nord fortissimo, che non poteva avere una velocità minore di 70 chilometri all’ora, a giudicarlo dall’impressione che ne ho avuto e dall’esperienza acquistata coll’ esame del vento in Lecce e coi confronti dell’anemografo. In Brindisi si è notato un altro fatto singolarissimo da coloro, che si trovarono di ritorno alla città e fuori dell’area flagellata dal temporale e dalla grandine. Durante la grandinata vi fu un lampeggio così fitto, da sembrare come un vasto incendio, che avvolgesse la città e le campagne intorno Brindisi pel raggio di 3 a 5 chilometri. I tuoni erano incessanti e continui … In Brindisi alcuni chicchi di grandine erano aggruppati in modo da sembrare dei grossi cristalli di ghiaccio, di forma stellata”.
1886
Si apre la tratta ferroviaria Brindisi-Taranto. Nel 1894 seguirono provvedimenti importanti riferiti al tratto Taranto-Brindisi della linea Napoli-Brindisi. Il Consiglio di Stato “ha ritenuto: a) Che possa approvarsi, anche agli effetti della dichiarazione di pubblica utilità per le espropriazioni, un progetto dell’Amministrazione delle ferrovie Mediterranee, concernente i lavori di miglioramento occorrenti al servizio d’acqua nella stazione di Oria, sulla linea Taranto-Brindisi, dell’importo presunto in L. 99,100, ammettendo anche che all’esecuzione delle opere si possa provvedere nel modo che l’Amministrazione ha suggerito; il predetto Consiglio ha poi dato il suo parere su di una proposta di transazione con l’Impresa Legnazzi a definizione di ogni vertenza dipendente dalla costruzione del tronco Latiano-Brindisi della ferrovia Taranto-Brindisi”. Il Consiglio di Stato delibera “che sia meritevole della superiore approvazione un altro progetto della predetta Direzione generale, riguardante la costruzione di filtri alle cisterne di n. 45 case cantoniere lungo la linea da Taranto a Brindisi, ammettendo che alla esecuzione delle opere si possa provvedere nel modo indicato dalla Società. La spesa prevista pei lavori progettati ascende a L. 13,500”. Si stabilisce ancora “Che possa approvarsi un progetto della Direzione generale delle strade ferrate del Mediterraneo relativo alla esecuzione di alcuni lavori complementari lungo il tronco da Taranto a Latiano, nella ferrovia da Taranto a Brindisi. La spesa all’uopo preventivata ammonta a L. 9300 ed alla esecuzione delle opere si provvederà nel modo proposto dall’Amministrazione sociale”. Brindisi era allora capolinea sia della Brindisi-Napoli-Roma che della Brindisi-Bologna.
Il porto di Brindisi può giovarsi di “varie banchine d’operazioni cioè: quella a ponente del canale lunga metri 387; banchina di levante metri 235; centrale (in ricostruzione) 337; dell’ufficio di porto 180; dell’arsenale 75; delle sciabiche o di ponente 289 … Toccano il porto di Brindisi i piroscafi della navigazione generale italiana, del Lloyd austroungarico, del Norddeutscher Lloyd, e infine quelli della Peninsulare che v’imbarcano e sbarcano la valigia delle Indie. I piroscafi della navigazione generale italiana uniscono in comunicazione postale Brindisi col Levante … I porti coi quali è più in frequente traffico sono: Venezia, Alessandria d’Egitto, Trieste, Costantinopoli, Corfù, Marsiglia, Palermo, Smirne nonché i porti d’Inghilterra, di Traghetto, Spalato, Arso, Dulcigno, Vallona, Prevesa, Sira. … Le industrie più in fiore sono: quella del vino, dell’olio, sapone, acquavite e delle botti. Il traffico è maggiore nei mesi di ottobre, novembre e dicembre per l’esportazione del vino. … I negozianti più importanti sono: Fratelli Passanti (avena), Fratelli De Giulio (fichi, zolfi e legname). Montagna Pietro (petrolio e coloniali), Titi Teodoro (avene, cereali e coloniali), Guadalupi Teodoro (fichi e legnami), Fratelli Nervegna (olio e cereali), Gusman e Mannarini (petrolio, vino e coloniali), Rodriguez Vincenzo (avene, lupini ed altro), Drasinos Teodoro (zolfi , cereali, fichi)”.1
1888
Il 22 luglio con atto notarile trascritto il successivo 17 settembre presso il tribunale di commercio di Lecce, si costituì l’Unione Vinicola Brindisina, società anonima cooperativa per azioni a capitale illimitato. Presidente del consiglio d’amministrazione era Engelberto Dionisi. L’Unione Vinicola ebbe un ruolo importante nello sviluppo della vitivinicultura brindisi, vero motore economico della città; le infrastrutture create a vantaggio della Valigia delle Indie si rivelarono, infatti, fondamentali nel favorire le esportazioni non solo verso i mercati del nord Italia e della Francia ma anche verso l’Africa settentrionale.1
A settembre, durante il suo primissimo viaggio in Europa per studiare legge, il Mahatma Gandhi giunse per la prima volta a Brindisi. Il suo secondo passaggio, avvenuto il 14 dicembre 1931 di ritorno da una Conferenza a Londra, è maggiormente documentato e conosciuto. (scheda)
1890 – 1891
Eletto sindaco Engelberto Dionisi, che nel ’91 delibera la costruzione del Teatro Verdi, inaugurato nel 1903 e demolito nel 1960 (scheda).
Nel 1891 transitò da Brindisi la grande attrice Eleonora Duse (1858-1924). La Divina lo scrive a Giuseppe Giacosa: “Poiché la salute è buona lavorerò fino a Luglio, fin quasi alla fine di Luglio (sarò a Odessa) dove mi imbarcherò per Brindisi e Genova”. Della sua storia d’amore alquanto contrastata con il pittore botanico russo Aleksandr Nikolaevič Volkov-Muromcov detto Alexandre Roussoff, Brindisi ebbe un ruolo non marginale.1
1897
Un report illustra le opere pie esistenti in Brindisi. La Congregazione di Carità si occupava “Ricovero e cura degl’infermi poveri”. La stessa congregazione gestiva altre istituzioni benefiche quali l’Orfanotrofio di Santa Chiara che provvedeva a “Ricovero, mantenimento, educazione ed istruzione di fanciulle orfane della città”. Attraverso la gestione di istituzioni quali il Santissimo Sacramento, S. Tommaso da Villanova e Monte Siripanda concorreva al “al mantenimento dell’Ospedale del comune”. Attraverso il Monte maritaggi Taliento Chiara fondato il 1864 la Congregazione di carità conferiva “doti a donzelle povere della città”. L’Asilo infantile fondato il 1866 era gestito da una commissione composta “di un presidente e di sei consiglieri” e aveva lo scopo di offrire “custodia diurna, educazione ed istruzione dei bambini d’ambo i sessi dai tre ai sei anni”. Il Monte Ferreyra fondato il 1711, gestito da un consiglio composto delle quattro dignità capitolari provvedeva a “mantenere due cappellanie perpetue; sussidiare l’Ospedale civile di Brindisi; aumentare il capitale dell’Istituto coll’ impiego di lire 425 annue, e sovvenire i poveri Giannizzeri abitanti in Brindisi”.1
1898
Ridimensionata la presenza a Brindisi de La Valigia delle Indie, per inadempienze del governo nazionale.
1901
La città ha 23.106 abitanti, Ostuni 22.811, Francavilla 20.150 e Ceglie 16.081.
Il 24 marzo apre il Teatro Verdi per commemorare il Grande Maestro (scheda).
1902
Il 12 gennaio un treno merci cade dal ponte del Cillarese, che era interrotto dopo il crollo del 21 dicembre, muoiono 5 operai e 9 rimangono feriti (scheda).
1903
Il 4 marzo transitarono dal porto di Brindisi principi di Germania diretti in Egitto (scheda).
1905
Il 1 agosto viene inaugurata la linea telefonica Brindisi – Roma (scheda).
1906
Il 4 febbraio vi fu il primo grande sciopero dei lavoratori portuali in Brindisi: “250 scaricatori di carbone si rifiutarono di continuare lo scarico di un battello, agli ordini dell’Impresa Cafiero, per conto della Navigazione generale italiana, perché difficoltà tecniche impedivano che fosse scaricato, come vuole il contratto, 1000 tonnellate al giorno; essi avrebbero voluto che la quantità fosse fissata a 500. Nella lega degli scaricatori, sezione della Camera del lavoro e della Federazione dei lavoratori dei porti, erano inscritti tutti gli scioperanti. Furono sostituiti da avventizi del luogo, e lavorarono intanto su altre navi. Il Sottoprefetto intervenne ma senza risultato”.1
Il 2 maggio, dopo ben tredici anni di tentativi e di programmazione, si riuscì finalmente a inaugurare la prima Mostra campionaria provinciale di Vini – Olii e loro derivati, una importante esposizione dei principali prodotti tipici locali (scheda).
Il 6 novembre furono appaltati dal comune di Brindisi i lavori per il “lastricato a basoli vesuviani e calcarei delle vie Santa Margherita, Marina e vie ai lati nord ed ovest del giardino di Piazza Vittorio Emanuele; nuovo ingresso della dogana e tratti vie d’innesto tra il Corso Umberto I e quelle perpendicolari; vie San Benedetto, Lata, vico del Salmento, vico Scrasce, vico Ciciriello, piazza San Dionisio, via Carmine, via Raffeale Rubini e vicolo Cirillo; sistemazione ad inghiaiata vie Indipendenza, Cesare Braico, Benedetto Marzolla, Palmieri e nuova strada aperta nel fondo Guadalupi, scomposizione e ricomposizione basolato calcareo vie Sciabiche, Conserva, Sant’ Ippolito, San Francesco e vico De Napoli”. Si trattava di lavori dei quali inutilmente Raffaele Rubini aveva chiesto l’avvio quanto Brindisi poteva diventare un hub di livello europeo.1
Il 28 novembre re Giorgio I di Grecia, proveniente da Roma, transita da Brindisi e da qui si imbarca sullo yacht reale Amphitrite per rientrare in Patria (scheda).
1908
Viene trasferito in un’altra sede il bagno penale, il castello di terra viene affidato alla Marina Militare.
1909
I primi giorni di aprile si ufficializza l’apertura dell’attesissima Esposizione Agricola, Industriale e Zootecnica (scheda)
Il 12 maggio il re d’Italia incontra l’imperatore di Prussia e Germania Guglielmo II (scheda), due giorni dopo Thaon di Revel entra nel porto interno al timone di una corazzata (scheda).
1910
Viene fissata a Brindisi la sede del comando dei sommergibili.
La città conta una popolazione di circa 28.438 abitanti.
È un anno di forti immigrazioni in Brindisi soprattutto dal basso Salento. Si registra la costituzione di una lega di bottai con 80 soci
1 Note offerte dal prof. Giacomo Carito