Brindisi Virtual Tour
Storia
Brindisi, cronologia storica
Dal 1700 al 1849
1707
Giunge notizia che il Regno di Napoli è in mano agli austriaci. Il 24 luglio la città festeggia la mutazione di stato (scheda). Nel 1715 giungono i tedeschi a sostituire i soldati spagnoli nelle fortezze cittadine. Sono molti gli spagnoli che rimangono nel nuovo stato.
1720
Si avviano i lavori per la costruzione del Seminario, si utilizzano i materiali della Basilica di San Leucio, distrutta allo scopo.
1734
Il porto di Brindisi assume primaria importanza nella guerra che vede vincitore Carlo III che conquista il regno di Napoli.
1741
Si decide la costruzione di un lazzaretto nell’isola di Sant’Andrea.
1742
Il 3 aprile si dava regio avviso sull’istituzione di un servizio postale diretto Napoli-Brindisi-Durazzo-Costantinopoli. Particolari raccomandazioni erano rivolte alla disinfezione di quanto arrivava dall’Oriente: ogni relativa operazione doveva svolgersi in Brindisi prima dell’inoltro a Napoli:
“Si avvisa, che i pieghi, che procederanno dalla Turchia si profumeranno al di fuori solamente a Brindisi primo Porto degli Stati di S. M. ove capiteranno, da dove si trasporteranno in casse chiuse e con tutta cautela in questa Capitale, e si riporranno direttamente all’Officio di sanità acciò in presenza non solamente de’ Consoli delle Nazioni Forestiere o delle persone che destineranno ad assistere per parte loro; ma ancora di qualunque altro vi vorrà intervenire, si profumino le lettere al di dentro, e si finisca di espurgarle perfettamente, e come conviene per la sicurezza della pubblica salute; che vi si suggelleranno col suggello dell’ Officio di Sanità quelle; che profumandole si saranno aperte; e che poi si porteranno all’ Officio Generale della Posta, in cui si distribuiranno come sopra si è detto. Di modo che le Corti Straniere, i loro Ministri, e i Sudditi possono essere sicuri del segreto de’ loro negozj e che le lettere saranno immuni da qualunque sospetto d’aria impura”.1
Per quel che si ricava dalle lettere spedite da Horace Mann ad Horace Walpole durante la guerra di successione austriaca una piccola squadra navale britannica al comando del commodoro William Martin, che già aveva imposto a Napoli la neutralità nel conflitto in corso, comprendente un vascello da 70 cannoni come nave ammiraglia (la HMS Ipswich), altri due da 50 cannoni, uno da 40, una fregata da 20 e quattro bombarde si presentò nell’agosto del 1742 all’imbocco del porto di Brindisi. Pretendeva la consegna dei cannoni che erano a presidio delle fortezze sull’isola di Sant’Andrea. Con astuzia i cannoni non furono consegnati e poi trasferiti altrove. Si trattò del primo segnale della potenza navale britannica in Adriatico. Fallita l’impresa Martin diresse verso Livorno.1
1743
Il 20 febbraio si registra un forte terremoto che danneggia la Cattedrale, il Seminario, San Giovanni al Sepolcro e numerose abitazioni (scheda).
1761
Il 15 agosto una Reale Determinazione intervenne, su richiesta dei brindisini, in materia di funebri esequie. Tale decisione assumerà il valore di precedente e sarà citata dalle città, fra cui la stessa Napoli, che volevano mettere ordine nella materia. Nella petizione avanzata al re dai napoletani si ricorda “che siccome la Maestà Vostra altresì con altre Reali Determinazioni, come quelle sono de’ 15 di Agosto dell’ anno 1761; per Brindisi, … ha da tali luoghi svelto un simile pernicioso abuso, ed ha rimesso que’ vostri sudditi nella libertà di chiamare nell’esequie que’ del clero secolare, o regolare, che loro aggrada, e siano di minor dispendio; così voglia a’ Napoletani anche, che i primogeniti vostri figlioli sono, far godere gl’ istessi effetti della paterna cura, la quale dimostra Vostra Maestà per tutti quei, che hanno avuto dal cielo propizio l’invidiabil sorte di vivere sotto il Vostro felicissimo Governo”. In definitiva eliminando ogni diritto di esclusiva, dando libertà di scelta nell’accompagnamento religioso, si riducevano, almeno nelle intenzioni, i costi.1
1776
Il 4 marzo, sotto la direzione dell’ing. Andrea Pigonati, prendono inizio i lavori per l’allargamento della foce del porto. Le opere si concluderanno il 30 novembre 1778 (scheda).
1789
Al fine di porre rimedio agli errori commessi da Pigonati, vengono effettuati altri lavori al porto, che però determinano il quasi interramento dello stesso.
1799
Il 9 aprile l’assalto del vascello francese Generoso al castello e al forte (scheda).
1806-1815
Durante l’occupazione francese del Regno di Napoli (decennio francese) vi fu una sostanziale modernizzazione della vita politico-istituzionale e socio-economica dell’intero mezzogiorno. Negli anni di governo di Giuseppe Bonaparte, dal 1806 al 1808, e di Gioacchino Murat fino al marzo 1815, furono aboliti i privilegi di nascita e di ceto, razionalizzato il prelievo fiscale, abolita la feudalità e soppresse le decime e gli ordini religiosi; furono inoltre introdotti il Catasto e il Registro di Stato Civile e fu resa obbligatoria l’istruzione primaria (scheda).
1812
Il 1812 il capitano inglese Charles Rowley, sull’Eagle, catturò al largo di Brindisi la fregata francese La Corcyre, con quarantaquattro cannoni, ma con solo ventisei cannoni da diciotto libbre sul ponte principale e con a bordo centosettanta marinai e centotrenta soldati, con un carico di grano e provviste militari: era diretta a Corfù con un’altra fregata e un brigantino. Le sue unità di supporto fuggirono e arrivarono a Brindisi. Le fregate agli ordini del capitano Rowley ebbero ancora più successo; e in effetti niente potrebbe essere più sfortunato di quanto la marina francese sembri essere stata nell’Adriatico pur avendo il controllo di Brindisi e Corfù.1
1814
Muore Annibale De Leo, arcivescovo di Brindisi dal 1797, a lui si deve la fondazione dell’omonima biblioteca (biografia).
Il castello di terra viene convertito in bagno penale (scheda).
Unità navali francesi e inglesi si confrontarono nel porto di Brindisi. L’Uranie, fregata francese forte di 44 cannoni sotto il comando del C. F. Margollé, fuggi da Ancona il 16 gennaio 1814. Incontrò lungo la sua rotta la HMS Cerberus, fregata armata con 32 cannoni, e per evitarla si rifugio a Brindisi. La HMS Apollo e la HMS Havannah arrivarono quindi a Brindisi e gettarono l’ancora fuori dal porto. Il capitani John Taylor dell’Apollo inviò un messaggio al municipio di Brindisi per sapere in quale situazione doveva considerare il porto: poiché aveva appreso che il governo napoletano si era alleato col Regno Unito e aveva dichiarato guerra alla Francia, non riusciva a capire perché venisse offerta protezione a questa fregata. Il capitano francese, quando l’Apollo apparve sulla scena e fece segno di voler entrare nel porto, supponendo che l’unità inglese stesse per attaccarlo, scaricò la sua polvere da sparo e diede fuoco alla sua nave.1
1827 – 1829
Si evidenzia la necessità di riaprire il porto, ormai impaludato. Nonostante i lavori siano iniziati, viene proposto agli amministratori cittadini di abbandonare la città, come accaduto per altre città abbandonate per insalubrità.
Comunque i lavori proseguono e producono un abbassamento della mortalità giunta a livelli elevatissimi (negli ultimi tre anni ci sono stati 1117 nati e 2323 morti)
In città nel frattempo si organizzano le sette carbonare.
1833 – 1836
Nel gennaio del ’33 transita e sosta a Brindisi Ottone di Baviera, che qui viene riconosciuto re di Grecia. E’ accolto calorosamente dalla cittadinanza (scheda).
La questione del porto continua a rimanere centrale: si pubblicano memorie e vi sono persino duelli tra chi ritiene fattibile e chi no il restauro dello stesso.
Nel ’34 il re Ferdinando II nomina una commissione per la compilazione di un progetto definitivo di rilancio. La decisione ridimensiona lo scalo portuale di Gallipoli e le ambizioni di Ostuni di divenire sede Arcivescovile.
L’anno successivo la commissione rimane in città da marzo a giugno, ma nonostante la spesa sia enorme, i lavori sono appoggiati dal sovrano, che si reca a Brindisi di persona.
1837
Il 25 era emanato regio decreto per il quale “si permette alla Mensa arcivescovile di Brindisi di dare in enfiteusi a D. Pasquale Ercolini per l’annuo canone netto di ducati sessanta il locale della Maddalena, ora di proprietà della Mensa; e si prescrive che durante l’intervallo degli anni tre, entro cui l’enfiteuta Ercolini dee adempire alle pattuite migliorazioni, si presti una cautela sufficiente ad assicurare la Mensa arcivescovile suddetta dello effettivo adempimento”. Lo stabile era stato dei Domenicani, ordine soppresso nel regno di Napoli durante il decennio francese (scheda); si trattava di un grande e notevole fabbricato trecentesco. Da Ercolini il complesso passò agli Skirmunt che infine lo vendettero al comune di Brindisi. Raso al suolo negli anni ’50 dello scorso secolo, sul suo sito è l’attuale Palazzo di Città.
1842
Si adottarono importanti provvedimenti finalizzati a migliorare le rete viaria sia fra Brindisi e Taranto che fra Brindisi e il nord.
“Dall’estratto del verbale del consiglio provinciale di Terra d’Otranto rileviamo, che quel sig. Intendente Marchese della Cerda … ha dato conto dello stato delle opere pubbliche. Per tal modo siamo venuti in cognizione della traccia aperta da Brindisi a S. Vito, cosicchè la via consolare che porta da Bari, vi giugnerà tra breve tempo per Monopoli ed Ostuni. ..Ora che l’Oriente si va riscuotendo dalla lunga barbarie che l’aveva ricoperto, e che i traffichi ed i commerci si rendono ogni giorno più frequenti in quelle regioni, ognuno scorgerà di leggieri quanta è l’opportunità de’ paesi delle Puglie posti sul mare per raccogliere i benefizî della navigazione, come in tempi lontani hanno altre volte praticato. Fermandosi alquanto sopra un tal pensiero, il voler mettere in comunicazione con una via diretta il porto di Brindisi con quello di Taranto è cosa di tanta utilità, che proposta da quell’ottimo Intendente non sarà certamente obbliata o trascurata dal Consiglio. Tanto più che a mandarla ad effetto non sarebbe grave la spesa, dappoichè una parte di essa, quella che intercede da Mesagne a Latiano si vedrà presto condotta a fine, per essere già raccolto il danaro necessario. Che anzi il Consiglio avendo già votato in favor della strada da Brindisi a Francavilla, della quale fa parte questa di Mesagne a Latiano, non rimarrebbe che uno spazio di sette in otto miglia per congiungere il Jonio all’Adriatico. Il Consiglio nel secondare le mire dell’Intendente ha potuto anche far tesoro degli utili suggerimenti da esso somministrati per agevolare l’esecuzione dell’ opera, e per farla riuscire quanto più è possibile giovevole”. Saranno, in seguito denominate statali 16 e 7.
1842 – 1848
Nel dicembre si avviano i lavori di escavo del porto. Il re controllerà personalmente i lavori recandosi in città nel 1843, 1845, 1846 e 1847, ospitato sempre nel palazzo arcivescovile. Emana anche una serie di decreti e benefici ai residenti per favorire il ripopolamento (scheda).
1 Note offerte dal prof. Giacomo Carito