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L’età normanna in Puglia. Il Salento fra Bisanzio e Palermo

XXXI Colloquio di Ricerca Storica
10 aprile 2014
Brindisi. Palazzo Granafei-Nervegna

Tema dell’incontro di studio sono i fatti del 1155/56, chiusi dalla grande battaglia di Brindisi che segnarono il definito inserimento della Puglia nell’Occidente europeo. Nel 1155 Guglielmo I di Sicilia cadde in una prolungata malattia, durante la quale si diffuse la falsa notizia della sua morte. Le città pugliesi, alleatesi con Bisanzio, cercarono allora di riconquistare le loro perdute autonomie. L’esercito bizantino, comandato da Michele Paleologo e da Giovanni Doukas, aveva iniziato l’invasione del Regno partendo da nord. Parecchi conti, capeggiati da Roberto III di Loritello, imparentato con la casa regnante, aderirono alla ribellione. Nel 1156 l’esercito bizantino, passato il Fortore, dilagò in Puglia; fu allora che il Re allertò tutte le forze di popolo disponibili bandendo la leva nomine proelii: la leva generale di tutti gli uomini liberi, chiamati alla difesa del Regno. I coscritti furono posti agli ordini del connestabile Ruggero di Fleming che, sulle prime, tentò senza successo di opporsi all’avanzata nel Salento dell’esercito greco comandato, dopo la morte di Michele Paleologo, dal solo Giovanni Doukas. Il 14 aprile i greci erano alle porte di Brindisi, pronti a conquistarla: le mura della città, rafforzate all’inizio dell’XI secolo, si dimostrarono solidissime; i condottieri, in luogo di utilizzare le tradizionali macchine da guerra, preferirono porre l’assedio, facendo la città segno di un fittissimo lancio di pietre. I tempi lunghi richiesti dall’operazione consentirono a Guglielmo di raggiungere personalmente la città a capo del suo grande esercito e di prendere alle spalle gli assalitori. La battaglia, per mare e per terra, si protrasse diversi giorni, con enormi perdite umane da ambo le parti. La vittoria di Brindisi segnò la definitiva acquisizione all’Occidente dell’area pugliese; nel 1157 Guglielmo, forte del successo ottenuto a Brindisi, inviò nel mare Egeo il viceammiraglio Stefano – fratello di Maione di Bari suo primo ministro – al comando di una flotta di 140 navi che affrontò quella bizantina sconfiggendola. Con questo gesto, il re normanno intendeva compiere l’estrema vendetta nei confronti del Basileus, che nel 1158 sottoscrisse una pace trentennale riconoscendo i diritti degli Altavilla sui territori italiani una volta appartenuti ai Bizantini.

Interventi:

Introduzione ai lavori
Pasquale Cordasco Direttore Centro Studi Normanno Sevi dell’Università di Bari

Giacomo Carito Società di Storia Patria per la Puglia– Sezione di Brindisi
Il Bellum Brundusinum. Note sul contesto diplomatico

Isabella Bernardini d’Arnesano Direttrice Centro per la Diffusione della lingua e cultura greca “Dimitris Glaros”
Il Bellum Brundusinum. Le fonti bizantine

Cristian Guzzo Società di Storia Patria per la Puglia
Il Bellum Brundusimum. Le operazioni militari di bizantini e normanni nell’area di Brindisi.

Conclusioni
Dario Stomati Rotary International Club Brindisi Appia Antica

Coordina i lavori
Giuseppe Maddalena Capiferro Società di Storia Patria per la Puglia– Sezione di Brindisi

Con l’adesione e l’apporto del Consolato onorario di Grecia, del Centro per la diffusione della lingua e cultura greca “Dimitris Glaros” e della Comunità Ellenica di Brindisi, Lecce e Taranto

Col patrocinio della Civica Amministrazione di Brindisi

In collaborazione con Rotary International Club – Brindisi Appia Antica