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La via Appia lungo la storia: i vini della Regina viarum

LXXIII Colloquio di studi e ricerca storica
Brindisi. Complesso delle Scuole Pie. 31 gennaio 2026. Inizio ore 17.30.

«Non chiedo ricchezze, né speranze, né amore, né un amico che mi comprenda;.
tutto quello che chiedo è il cielo sopra di me e una strada ai miei piedi»
Robert Louis Stevenson

La Via Appia, celebrata già in età antica come regina viarum, non fu soltanto un’infrastruttura militare e commerciale, ma anche un fondamentale asse di diffusione culturale ed economica, lungo il quale si sviluppò e si consolidò una vera e propria civiltà del vino. Dalla sua origine a Roma fino ai porti dell’Adriatico, in particolare Brindisi, la strada attraversava territori vocati alla viticoltura, contribuendo alla circolazione di vitigni, tecniche agricole e modelli di consumo.

Già nel Lazio meridionale, l’area dei Colli Albani e di Terracina era rinomata per vini apprezzati dall’aristocrazia romana. Tra questi spiccava il celebre Falerno, prodotto nell’ager Falernus, considerato uno dei vini più pregiati dell’antichità. Cantato da autori come Plinio il Vecchio e Orazio, il Falerno viaggiava lungo la Via Appia in anfore sigillate, destinate ai mercati di Roma e alle élite urbane.

Proseguendo verso sud, la Campania offriva una straordinaria varietà di vini: il Greco e il Falanghina affondano le loro radici in epoche remote e sono probabilmente eredi diretti delle coltivazioni diffuse in età romana. Le ville rustiche lungo la via non erano soltanto residenze aristocratiche, ma veri e propri centri produttivi, dotati di torchi e dolia per la fermentazione e conservazione del vino.

Entrando in Puglia, la Via Appia attraversava zone che ancora oggi rappresentano il cuore della viticoltura meridionale. Il territorio di Taranto e quello brindisino erano già in età romana intensamente coltivati a vite. Qui si producevano vini robusti e alcolici, particolarmente adatti al trasporto marittimo. Tra i vitigni moderni che possono essere messi in relazione con questa lunga tradizione si ricordano il Primitivo e il Negroamaro, che incarnano ancora oggi caratteristiche analoghe di struttura e concentrazione.

Brindisi, terminale della Via Appia, svolgeva un ruolo cruciale: da qui partivano le rotte verso la Grecia e l’Oriente. Il vino prodotto nell’entroterra veniva raccolto e imbarcato nel porto, contribuendo a un commercio su vasta scala che faceva del Mediterraneo un sistema economico integrato. Le anfore rinvenute nei relitti testimoniano l’intensità di questi traffici e la centralità del vino come bene di scambio.

La Via Appia fu dunque anche una “via del vino”, lungo la quale si definì un paesaggio agrario specifico e si consolidò un gusto condiviso. Ancora oggi, percorrerne idealmente il tracciato significa attraversare una delle più antiche e persistenti geografie enologiche d’Europa, dove la continuità tra passato e presente si manifesta nella sopravvivenza di vitigni, tecniche e culture del bere che affondano le loro radici nell’età romana.
L’incontro continua il percorso iniziato con l’Appia Day, celebrando il nostro Patrimonio UNESCO attraverso il turismo lento e sostenibile.

Programma

Giacomo Carito Società di Storia Patria per la Puglia
Introduzione Storica

Giuseppe Rollo Società di Storia Patria per la Puglia – Sommelier
Vitigni d’Eccellenza

Carmine Dipietrangelo Tenute Lu Spada
Visione di Sviluppo

Al termine del convegno (ingresso libero), si terrà una degustazione guidata di vini selezionati.
La degustazione è riservata solo a chi effettua la prenotazione.