Brindisi Virtual Tour
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e apprezzare una Terra senza Tempo
Proverbi in vernacolo brindisino
I proverbi costituiscono un distillato di esperienze maturate nel tempo, frutto della saggezza e dell’acuta capacità di osservazione di intere generazioni. In assenza della trasmissione scritta, essi si affermarono come la forma più efficace di conservazione del sapere: enunciati brevi, spesso scanditi da rime o assonanze, agevoli da memorizzare e profondamente radicati nella lingua e nella realtà dei luoghi.
Di seguito se ne propongono alcuni tra i più famosi, che possono essere ascoltati attraverso la voce di Emanuele Vasta
- Lu Signori dai lu pani a ci nott’eni li dienti
(Il Signore dona il pane a chi non ha i denti: spesso la vita offre grandi occasioni a chi non sa coglierle, mentre chi potrebbe valorizzarle resta senza nulla)
- Ci teni rrobba teni parienti, ci nò teni parienti nò teni rrobba nè nienti
(Chi possiede qualcosa ha anche parenti, chi non ha parenti non possiede nulla: l’ipocrisia dei rapporti umani, se sei povero, rimarrai solo, senza né beni né relazioni solide)
- Ci è figghia ti jatta surgi ava pigghiari
(Se è figlio di gatta, i topi catturerà: non si sfugge alla natura)
- Ci fatia nà sarda, ci nò fatia nà sarda e menza
(A chi lavora una sarda, a chi non lavora una sarda e mezzo: spesso i benefici vanno a non li merita, chi non lavora viene premiato più di chi fatica)
- Ci è carpa ava cappari all’amu
(Se è davvero un pesce, all’amo prima o poi finirà per abboccare)
- L’anima a Ddiu e la rrobba a ci tocca
(L’anima a Dio e i beni a chi tocca: quando si muore l’anima i beni materiali non si possono portare via, ma andranno agli eredi)
- Lu tiaulu nò teni pecuri e vendi lana
(Il diavolo non ha pecore e vende lana: c’è chi si presenta con meriti che in realtà non possiede)
- Femmini, cavaddi, sciuecu e sirvituri rruvinunu li signori
(Donne, cavalli, gioco e servitori rovinano i signori: questi elementi, se gestiti con leggerezza, possono mandare in rovina economica anche una persona benestante)
- Lu matrimoniu è comu riesci, nò comu si faci
(“Il matrimonio è come riesce, non come si fa: l’apparenza non conta, l’importante è la costruzione di un rapporto solido e duraturo)
- Ci spera cu ricchesci ‘ntra n’annu, mpuveresci ntra nu mesi
(Chi spera di arricchirsi in un anno, impoverisce in un mese: chi vuole ottenere in breve tempo la ricchezza, rischia di perdere tutto molto più velocemente)
- Ronca di Brindisi e zappa di Misciagni
(I brindisini sono i più bravi nella potatura, i mesagnesi a zappare)
- Stipa la ‘nzogna pi quandu bisogna
(Conserva lo strutto per quando ne avrai bisogno: non consumare le risorse economiche o alimentari nei momenti di abbondanza, ma risparmiane una parte per i momenti difficili)
- No sulu ci chianta favi mangia unguli
(Non solo chi pianta fave mangia i baccelli: chi semina e lavora duramente non sempre ha la possibilità di godere dei frutti del proprio lavoro)
- Tre sò li putienti: lu Papa, lu rrei e ci nò teni nienti
(Tre sono i potenti, il papa, il re e chi non possiede niente: figure che non devono rendere conto a nessuno)
- Quandu zappi e quando puti, nò si vedunu niputi
(Quando zappi la terra e poti il vigneto, non si vedono i nipoti: durante i lavori faticosi i parenti si tengono lontani)
- La furtuna quandu ti voli, ti veni a trova
(_La fortuna, quando vuole, ti viene a trovare: le opportunità favorevoli arrivano da sole _)
- Ci sputa an cielu, ‘nfacci li vai
(Chi sputa in cielo, gli ritorna in faccia: le offese e le azioni malvagie rivolte contro Dio o contro chi è posto più in alto, finiscono inevitabilmente per ricadere su colui che le ha compiute)
- Quandu essi l’uva e la fica, lu muloni si và mpica
(Quando maturano uva e fichi, l’anguria viene dimenticata: quando arrivano cose più dolci e pregiate, le precedenti già apprezzate vengono scartate)
- Monti cu monti nò si contrunu mai, omu cu omu, ci nò osci, crai
(Le montagne non si incontrano mai, gli uomini invece se non oggi, si incontreranno domani: è un monito che invita a non agire con scorrettezza verso gli altri, poiché, prima o poi, le loro strade sono destinate a incrociarsi nuovamente)
- Tira cchiù lu pilu ti lu ‘nzartu
(Tira più il pelo della corda: l’irresistibile potere dell’attrazione e della seduzione femminile è in grado di muovere un uomo più di quanto riesca a fare la mera forza bruta)
- Lu pacciu mena e lu saputu cogghi
(Il pazzo lancia e il sapiente raccoglie: Le azioni avventate degli stolti finiscono per favorire chi sa agire con astuzia o con prudenza)
- A casa ti latri non ci sciri a rubbari
(A casa dei ladri non si va mai a rubare: un monito al dilettante a mettersi in competizione con chi ha abilità superiori)
- Quandu ti truevi allu ballu, bisogna cu balli
(Quando si è al ballo, bisogna ballare: una volta intrapresa un’azione o si è assunto un impegno, non conviene mai tirarsi indietro)
- La femmina si canosci alla lengua e lu bovi alli corni
(La donna si riconosce dalla lingua, il bue dalle corna: il valore dei tratti distintivi, nelle persone come nelle cose, quale chiave per coglierne l’autentica essenza)
- L’amori no si ccatta allu marcatu
(L’amore non si compra al mercato: l’affetto vero e la sincerità non sono beni materiali che si possono acquistare)
- La campagna ti stampagna
(Lavorare in campagna ti stanca e ti abbatte)
- Ci vuè viti lu riccu ‘mpuviriri, manda la genti fori e non ci sciri
(Se vuoi vedere il ricco impoverire, manda i braccianti in campagna e non andarci: la necessità di gestire direttamente i propri beni senza affidare tutto ad altri senza controllo, altrimenti si è destinati alla rovina economica)
- La furtuna cu ti vai, ca lu sapiri picca ti giova
(La fortuna ti sia propizia perché la conoscenza serve poco: non conviene affannarsi per controllare il futuro, spesso la sorte sfugge alla logica umana)
- A ci è prima macina
(Chi prima arriva, prima macina: non bisogna perdere tempo ed essere solleciti nelle proprie attività per cogliere le opportunità prima degli altri)
- Batti lu fierru quandu è cautu
(Batti il ferro quando è ancora caldo: cogli le opportunità nel momento giusto, quando le circostanze sono favorevoli)
- Ci fabbrica e sfabbrica non perdi mai tiempu
(Chi fa e disfa non perde mai tempo: chi opera, costruisce e talvolta abbatte per correggere gli errori, non spreca mai tempo poiché resta sempre attivo)
- Sott’all’acqua fami, sott’alla nevi pani
(Quando piove si prevede poco raccolto, con la neve invece cresce bene il grano: l’importanza della neve per l’agricoltura, che isola dal gelo e sciogliendosi gradualmente, mantiene il terreno umido e favorisce un raccolto primaverile abbondante, quindi maggiore disponibilità di pane)
- Fatia e fatia e la sera pani e cipodda
(Tanto lavoro per un modesto compenso: la condizione di chi si affatica tutto il giorno ottenendo un misero guadagno)
- È megghiu malatu ca muertu
(Meglio ammalato che morto: accontentarsi e dare valore alla vita, anche quando ci sono difficoltà e sofferenze)
- Cati piru ca ti mangiu
(Cadi pero così ti mangio: espressione rivolta al fannullone che aspetta gli caschi il frutto come manna dal cielo, senza fare fatica)
- Alli matrimoni e alli muerti si canoscunu li parienti
(Ai matrimoni e ai funerali si conoscono i parenti: la parentela, soprattutto quella lontana, emerge spesso solo nei momenti di visibilità sociale o in presenza di un interesse diretto)
- Pisa giustu e vindi caru
(Pesa in modo giusto e vendi a caro prezzo: non svendere i propri prodotti per fretta o disperazione, perché ciò che è onesto ha diritto al giusto valore)
- Lu saccu taccatu, no si sapi cce porta
(Il sacco legato, non si sa cosa contiene: invito alla prudenza nel giudicare prima di aver visto o provato, come dire non comprare a scatola chiusa)
- Addò no ssi chiamatu, comu ciucciu si trattatu
(Dove non sei richiesto, come un asino sarai trattato: chi si presenta senza invito o si intromette, sarà trattato con scortesia)
- Avuta la grazia, iabbatu lu Santu
(Una volta ricevuta la grazia, beffato il santo: dopo aver ricevuto aiuto, si tende a dimenticare chi lo ha offerto)
- L’omu no si misura a parmi
(L’uomo non si misura a palmi: a difesa di chi non è dotato di un gran fisico)
- Cani ca bbaia no mozzica
(Cane che abbaia, non morde: anche chi sembra cattivo e urla, in realtà poi non fa nulla)
- Puru lu previti sbaglia sobbra a l’artari
(Anche il prete sbaglia sull’altare: nessuno è perfetto, nemmeno l’esperto)
- Picca mangiari e picca parlari, no faci mai mali
(Poco mangiare e poco parlare, non fa mai male: evitare gli eccessi a tavola e nel parlare per mantenersi in buona salute ed evitare chiacchiere inutili)
- A buenu cavaddu no manca sella
(Al buon cavallo non manca la sella: chi è capace e meritevole trova sempre una valida opportunità)
- Lu bovi teni la lengua e no po parlari
(Il bue ha la lingua ma non può parlare: pur conoscendo la verità o avendone diritto, non si può far valere la propria voce)
- Foi la riggina ed ebbi bisuegnu ti la vicina
(Fui regina ed ebbi bisogno della vicina: nessuno è autosufficiente, a prescindere da potere, ricchezza o status sociale)
- Cu lu picca si campa, cu lu nienti si mori
(Con il poco si vive, con il niente si muore: saper valorizzare le poche risorse disponibili per vivere con dignità)
- Ci pecura ti faci, lupu ti mangia
(Se ti fai pecora, il lupo ti mangia: mostrarsi troppo debole, ingenuo o remissivo, si viene sopraffatti dalle persone prepotenti)
- Sobbra alla carogna ‘nci voli lu carognoni
(Sopra alla carogna ci vuole il carognone: di fronte a una persona disonesta bisogna essere ancora più astuti e decisi)
- Amici e cumpari si parla chiari
(Tra amici e compari si parla chiaro: la vera amicizia si fonda su sincera trasparenza e assoluta lealtà)
- Si canosci prima nu busciardu di nu zueppu
(Si riconosce prima un bugiardo di uno zoppo: la falsità viene scoperta rapidamente)
- Lu difficili non eti cu cati a mari, ma cu ti ‘ndissi
(Il difficile non è cadere in mare, ma uscirne: a volte è più arduo liberarsi da un problema che finirci dentro)
- Ci paia annati è mali sirvutu
(Chi paga in anticipo è male servito: pagare prima un servizio può ridurre la qualità dell’esecuzione, perché il fornitore ha già incassato il compenso)
- A ci no voli, li uecchi di fori
(A chi non vuole, gli escano gli occhi di fuori: la testardaggine di chi non vuole vedere la realtà dei fatti, neanche davanti all’evidenza)
- A casa brusciata mittinci fuecu
(Alla casa bruciata, riappicca il fuoco: Quando una situazione è ormai compromessa, è meglio intervenire con decisione invece di compiangersi).
- Lu sparagnu è mienzu guadagnu
(Il risparmio è mezzo guadagno: L’importanza di risparmiare denaro equivale, di fatto, a incrementarli)
- La vintura e la svintura no sempri dura
(La vintura e la svintura no sempri dura: i momenti positivi e quelli negativi durano per sempre, non bisogna rassegnarsi nelle difficoltà e mantenere prudenza nei periodi felici)
- A ci sparti avi la megghiu parti
(Chi divide si trova la parte migliore: esprime la diffidenza verso chi propone di dividere, ritenuto spesso poco imparziale)
- Addó cántunu troppi iáddi, nó llúcésci ggiúrnu!
(Quando cantano troppi galli, non fa mai giorno: quando ci sono troppe persone a voler dare ordini, non si conclude mai nulla)
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