Brindisi Virtual Tour
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Brindisi, porta dell’Oriente anche nell’età del vapore
Note sparse a cura di Giacomo Carito
C’è una pagina della storia di Brindisi ottocentesca che merita di essere ricordata perché, quasi senza volerlo, restituisce alla città un ruolo che appartiene a una storia molto più antica: quello di punto di passaggio fra l’Europa e l’Oriente. A documentarlo è una pubblicazione ufficiale tedesca, il Deutsches Kolonialblatt, che, nelle sue tabelle dedicate ai collegamenti marittimi con l’Africa orientale tedesca, indica anche Brindisi tra i porti utilizzati dalle linee di navigazione internazionali.
La tabella distingue persino tra collegamenti effettuati con navi inglesi e con navi tedesche, mettendo Brindisi accanto a porti come Napoli e Marsiglia.
La notizia acquista un significato ancora maggiore se considerata nel quadro delle nuove comunicazioni inaugurate dall’apertura del Canale di Suez nel 1869. Il Mediterraneo era tornato a essere la grande via marittima verso l’Oriente e Brindisi, grazie alla sua posizione estrema nell’Adriatico e ai collegamenti ferroviari con il resto della penisola, si trovava nuovamente proiettata verso le rotte internazionali. Non si trattava soltanto di una presenza sulle carte della navigazione. I servizi dell’Österreichisch-ungarischer Lloyd collegavano infatti Trieste a Brindisi e da qui proseguivano verso Alessandria; le grandi linee orientali raggiungevano poi Port Said, Suez, Aden e Bombay. La documentazione dell’epoca registra esplicitamente la linea Trieste-Brindisi-Alessandria, mentre il servizio Trieste-Bombay attraverso il Canale di Suez era già attivo dall’inizio degli anni Settanta dell’Ottocento. È particolarmente suggestivo osservare le distanze indicate nelle pubblicazioni tecniche del tempo: Brindisi distava da Suez circa 971 miglia, una distanza sensibilmente inferiore a quella di altri importanti porti mediterranei come Genova o Marsiglia.
La posizione geografica della città tornava così ad avere un valore concreto nell’organizzazione delle comunicazioni fra l’Europa e le rotte dell’India. La Brindisi dell’età del vapore non era naturalmente la Brundisium romana. Non esiste una continuità istituzionale o economica che consenta di sovrapporre i due mondi. E tuttavia colpisce la ricorrenza di una condizione geografica: in epoche lontanissime fra loro, Brindisi continua a essere il luogo nel quale una grande direttrice terrestre europea raggiunge il mare e, attraverso il mare, si apre verso l’Oriente.
È forse questo l’aspetto più interessante della notizia: dopo quasi duemila anni, cambiati gli imperi, le navi, le merci e le tecnologie, la geografia continuava a fare la sua parte. L’Appia aveva portato a Brindisi i viaggiatori dell’antichità; la ferrovia e i piroscafi portarono nell’Ottocento Brindisi dentro una nuova geografia mondiale. E sulle pagine di una pubblicazione tedesca destinata a registrare i collegamenti con le colonie dell’Africa orientale, il nome della città adriatica ricompare ancora una volta come una delle porte dell’Europa verso l’Oriente. È una piccola notizia, ma racconta molto bene la lunga durata della posizione di Brindisi nella storia delle comunicazioni mediterranee.
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