Brindisi Virtual Tour

Dal 1995 la guida della città per conoscere
e apprezzare una Terra senza Tempo

Palazzo Scolmafora Perez

In via Felice Assennato è presente uno stabile dalle non belle forme architettoniche risalente agli anni ’60. E’ presente però un antico portale e, nella parte retrostante, anche qualche antica mensola di una loggetta a testimoniare la presenza in quel luogo di uno storico palazzo risalente all’inizio del XVII secolo, cui ci rimanda per la sua linea particolare (propria anche dei palazzi De Marzo e De Marco), e per lo stemma che lo sormonta.

Brindisi. Palazzo Scolmafora Perez. Prospetto e antico portale
Brindisi. Palazzo Scolmafora Perez. Prospetto e antico portale

Si tratta del palazzo che fu di proprietà di Bernardino e Antonia Scolmafora, la quale si sposò alla fine del XVII secolo con Antonio Perez. Ed infatti sul portale è murato lo stemma dei Perez del portolano (1603). Il Leanza ne da l’esatta descrizione: La forma dello stemma è poligono concavo convesso forma di ornato, guarnito di antichissimi intagli, e sopra vi appoggia un cimiero chiuso con maschera. Lo stemma rappresenta un leone all’impiedi, voltato a destra, con coda irta portando nella mano destra una sciabola alzata. Il detto leone sta appoggiato con la zampa sinistra a terra. E sopra al leone vedesi tre stelle.

Brindisi. Palazzo Scolmafora Perez. Arma araldica
Brindisi. Palazzo Scolmafora Perez. Arma araldica

Non si sa nulla su quale famiglia si sia avvicendata dopo nella proprietà. E’ certo però che fu dei Rodriguez nella seconda metà del 1800, quando la consistenza dell’immobile ammontava a 6 vani al piano terra, 20 al primo piano e 10 al secondo piano.
L’ing. Marco Assennato, in parte proprietario del nuovo edificio che lo costituisce, ne entrò in possesso nel 1956 e dopo pochi anni l’antico stabile fu abbattuto, come era in voga in quel periodo a Brindisi e in Italia, per costruirci quello attuale di quattro piani che mal si adatta alle costruzioni vicine tutte antiche e basse. Per il particolare delle mensole, si è propensi a credere che il palazzo Perez insistesse su una costruzione più antica, e cioè trecentesca. Non si esclude quindi l’ipotesi che la loggetta facesse parte del sontuoso palazzo ghibellino di Arnoldo di Ripalta, che fu l’autore di una rivolta a Brindisi contro gli Angioini. Per questo motivo la sua casa fu requisita da Carlo I d’Angiò che ne fece la sede della Curia Regia e della propria abitazione quando si trovava a Brindisi, prima che costruisse il suo palazzo – castello a S. Maria del Monte. L’ipotesi è avvalorata da due circostanze particolari. La prima è che già altri hanno individuato come luogo della casa di Arnoldo di Ripalta proprio la zona alla fine dell’omonima salita che confluisce in via San Nicolicchio. “Al sommo della collinetta – scrive il Vacca – dov’è oggi una scuola elementare”.

Palazzo Perez-Scolmafora, Particolare delle mensole trecentesche, foto da "I palazzi di Brindisi" di Nadia Cavalera
Palazzo Perez-Scolmafora, Particolare delle mensole trecentesche, foto da "I palazzi di Brindisi" di Nadia Cavalera
Palazzo Perez-Scolmafora, particolare delle mensole trecentesche
Palazzo Perez-Scolmafora, particolare delle mensole trecentesche

La distanza che intercorre tra la scuola e palazzo Perez è di qualche metro. Inoltre la seconda circostanza è costituita dal fatto che ancora nel 1778, esistevano dei ruderi di questa abitazione rilevati dal Pigonati.
L’ipotesi comunque andrebbe ulteriormente approfondita.

Testo di Gianluca Saponaro

Riferimenti bibliografici

  • Nadia Cavaliera. I Palazzi di Brindisi. 1986
  • Nicola Vacca, Brindisi ignorata. Saggio di topografia storica. 1954
  • Giacomo Carito. Brindisi Nuova Guida. Brindisi 1993

Documenti correlati