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Ostuni. Concattedrale di Santa Maria Assunta

Nota di Luigi Greco

Descrivere tutti gli elementi decorativi che in sovrabbondanza si trovano sulla facciata, tripartita da agili lesene, del maggior tempio della città bianca è un compito che spetta agli storici dell’arte. Di sicuro da cinque secoli destano una grande meraviglia in chi li osserva i rosoni, i portali, le lunette, le comici, le edicole, i bassorilievi, gli archetti pensili trilobati, i piedritti a motivo zoomorfo ed antropomorfo che si osservano e si ammirano non solo sul prospetto principale ma anche lungo i lati della chiesa.
Visitare le chiese di Ostuni, e principalmente la sua cattedrale, credo serva a scoprire le inesauribili ricchezze artistiche di cui la regione Puglia è dotata.
Il sacro edificio si trova ubicato nel rione più antico della città, nominato “Terra” a poche centinaia di metri da piazza della Libertà dove ha sede il municipio.
Attraversato l’arco Incalzi, del periodo federiciano, si arriva ad ammirare il Iato meridionale della cattedrale.

Ostuni. La Concattedrale vista dall'arco Scoppa.
Ostuni. La Concattedrale vista dall’arco Scoppa.

Il prospetto è posto parzialmente in ombra dal palazzo del seminario ed è necessario avvicinarsi al ponte di pietra, l’arco Scoppa, per poterne ammirare la maestosità e la bellezza.
L’architettura risale agli anni 1469-1499; il linguaggio gotico della cattedrale è figlio del suo tempo ed è da ascriversi probabilmente ai desideri del vescovo Nicola Arpone originario di Taranto. Furono gli angioini a portare nel meridione le influenze dell’architettura gotica d’oltralpe ed a far trionfare il nuovo stile, almeno nei secoli XIII-XIV. Nei lineamenti gotici della cattedrale di Ostuni si intravedono le ultime testimonianze di altissimo livello esecutivo dei maestri scultori e scalpellini locali chiamati a eseguire il progetto dell’architetto Giovanni Lombardo.
Colpisce per le sue dimensioni il rosone simboleggiante il Cristo Sole, sulla cui ghiera si ammirano diverse figure del vecchio e del nuovo testamento, i vari ricami della pietra sono dominati principalmente dai tralci delle viti e dalle spighe che richiamano i segni eucaristici della passione del Cristo.
Un tempo la cattedrale contava quattro rosoni. Attualmente ne sono rimasti tre: il rosone della facciata, quello posto sul transetto meridionale ed il corrispondente a quest’ultimo, murato nel Settecento.

Ostuni. La Concattedrale. Dettaglio del rosone principale
Ostuni. La Concattedrale. Dettaglio del rosone principale

La cattedrale è dedicata all’ Assunta, la cui festa si celebra il 15 di agosto.
Quasi niente è sopravvissuto di medievale all’interno a causa degli interventi di ristrutturazione e restauro eseguiti nel corso dei secoli.
La penosa immagine offerta dai capitelli romanici orrendamente mutilati ha portato a stendere definitivamente un velo pietoso sul tentativo di riportare alla luce i resti dell’antica cattedrale.
L’interno del tempio è a croce latina e due colonnati separano la nave centrale da quelle laterali. Il soffitto, un tempo a capriate, ha una copertura in cemento; si ammirano nel sottocielo della navata maggiore e del transetto grandi tele raffiguranti Scene della vita del Cristo, Sant’Oronzo e San Biagio. Gli altari sono complessivamente undici e, girando in senso orario, sono dedicati al Sacro Cuore, a San Gaetano, all’Immacolata, ai Santi patroni e protettori di Ostuni: Biagio, Agostino, Oronzo e Irene, all’Assunta, a Santa Maria della Sanità, a Santa Lucia, al Santissimo Sacramento, a San Nicola, a Sant’Antonio da Padova.

Ostuni
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