Brindisi Virtual Tour
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Oria
Oria è una bellissima cittadina di 15.000 abitanti a circa 30 km ad ovest di Brindisi, situata su una bassa collina delle murge.
Fondata dai Cretesi di Re Minosse circa 35 secoli fa, che occuparono le aree collinari più facilmente difendibili.
E’ stata la capitale della Messapia, con il nome di Hyria, assumendo e conservando nei secoli un ruolo importante grazie alla sua posizione strategica al centro tra i due mari, tra Taranto e Brindisi. Da qui passava la Via Appia, costruita dai romani.
Il Castello Svevo, dichiarato monumento nazionale, domina superbamente la città dall’alto della collina dove sorgeva l’antica acropoli. Sembra essere un “vascello natante nell’aria”, per la sua forma a triangolo isoscele con il vertice rivolto a nord, formato dalla “torre dello sperone”. A sud il castello termina con le torri cilindriche angioine denominate del Salto e del Cavaliere e con la massiccia torre quadrata (l’originario Maschio).
Le mura esterne sono provviste di merli, torrette e bastioni che hanno reso inespugnabile il castello ai diversi e ripetuti attacchi nei secoli. Per questo è stato più volte rimaneggiato e restaurato dai vari proprietari che si sono succeduti nel tempo, per ultimo i conti Martini-Carissimo. Al centro una ampia piazza d’armi che poteva contenere sino a 5000 uomini, da qui si accede tramite una scala scavata nella roccia nella cripta paleocristiana dei santi Crisante e Daria (IX secolo), un ipogeo con pianta a croce greca a tre navate divise da pilastri e copertura a cupole con tracce di affreschi sulle pareti. E’ possibile visitare buona parte dell’interno del castello, le diverse sale, il camminamento sulle mura e la cripta.
Unico e particolare il borgo antico, ricco di vicoli, scorci caratteristici ed edifici eleganti, su tutti il Palazzo Martini Carissimo con la sua facciata in stile barocco, permutato dai conti Martini Carissimo nel 1933 con il castello svevo.
Al centro storico si accede dalle due antiche porte d’ingresso alla città:
- Porta Manfredi, detta anche Porta degli Spagnoli (o Lecce) in stile tardo barocco, ricostruita nel 1727.
Oltre la porta l’ampia piazza sul quale si erge il Sedile, un settecentesco palazzo a torre quadrata che fu la sede dei Decurioni, chiamata per questo Seggio dei Nobili. Sulla facciata, al centro tre le due statue di santi s’innalza il campanile a vela e l’orologio.
- Porta degli Ebrei (XV sec.), che si apre nell’antico e fiorente quartiere ebraico del IX-X secolo, oggi Rione Giudea, le cui influenze si notano nelle architetture delle case e dei balconi di stile giudaico; la porta è sormontata dalla statua dell’Immacolata;
Resti delle antiche mura si possono vedere nei pressi della Cattedrale (via F.Russo), come la Torre Palomba, E’ conosciuta con il nome “Carnara” perché fino al XVIII secolo servì come ossario.
Nei pressi chiesa sconsacrata di San Giovanni Battista con annesso chiostro, oggi utilizzata come spazio espositivo e culturale, vi è il bel Parco Montalbano, un giardino settecentesco da dove si può ammirare un incantevole panorama.
Davvero suggestiva è la piazza sul quale si affaccia il Duomo che permette una vista panoramica sul paese e gustare lo stile barocco della Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo, riedificata nel 1750 sull’originale medievale. Elevata a Basilica Pontificia Minore nel 1992, si presenta con una elegante facciata in carparo dove si aprono l’ampio finestrone centrale e i tre portali d’ingresso. La bella ed alta cupola rivestita in maioliche colorate svetta sulla chiesa e la rende visibile da ogni parte della città. L’interno è a croce latina a tre navate, molto ricca nelle decorazioni: marmi policromi, oro zecchino, ricchi arredi, candelabri bronzei, stucchi, tele e statue del ’600 (tra cui i “Santi Medici” di scuola veneziana e di “San Barsanofio” di scuola napoletana) riempiono ogni spazio e le cappelle laterali.
Dall’interno del Duomo, alla sinistra dell’ingresso, si accede all’Interessante oratorio del ‘500 e alla Cripta della Mummie, un suggestivo ipogeo dove sono conservate undici corpi disidratati dei confratelli dell’Arciconfraternita della Morte, risalente alla metà dell’800.
E’ possibile visitare anche i sotterranei della Cattedrale, dove si possono ammirare pitture, statue, arredi, paramenti sacri e cripte servite in passato come tombe dei vescovi e come ossari.
Sempre dalla piazza del Duomo si accede al rinascimentale Palazzo Vescovile, voluto dall’arcivescovo Gian Carlo Bovio e realizzato tra il 1564 e il 1570; qui si possono ammirare i soffitti affrescati attribuiti a Pellegrino Tibaldi della scuola di Raffaello. Nell’edificio è anche ospitato l’interessante Museo Diocesano che espone dipinti, sculture, arredi sacri, oggetti sacri in oro ed argento e reperti archeologici.
Le altre chiese che meritano una visita sono:- Il Santuario di San Antonio da Padova, dalla facciata intonacata è in stile tardo-barocco con rosone centrale; dalla chiesa si accede alla cripta di San Mauro, che contiene alcuni affreschi nella parete in corrispondenza dell’altare. Il santuario è gestito dai Padri Rogazionisti
- La Chiesa e Convento di San Benedetto, del 1850, con facciata in stile classico, con annesso convento delle Benedettine Cassinesi.
- La chiesa di San Domenico, eretta dai Padri domenicani nel 1572. All’interno pregiate tele ed altari laterali di stile barocco.
- La chiesa di San Francesco di Paola con attiguo convento, edificati dal 1580 sulla cripta di San Barsanofio dove dal 890 al 1170 si conservarono le reliquie del Patrono.
- La chiesa di San Francesco d’Assisi, edificata sulla chiesa basiliana della Madonna di Costantinopoli. Qui sono conservate le reliquie del Beato Francesco da Durazzo.
Dintorni
Fuori dal centro cittadino vi sono altre chiese importanti e mete di pellegrinaggi, come la chiesa della Madonna di Gallana, a circa quattro chilometri dal paese in direzione Latiano.
L’esterno è semplice in tufo con tre cupolette a trullo, all’interno tracce di affreschi in stile bizantino.
La leggenda racconta che si sia stata eretta dalla moglie di Carlo Magno, Galerana, e che conservi nelle fondamenta molti tesori.
Sulla strada vecchia per Manduria, a pochi chilometri fuori l’abitato, merita una visita la chiesetta della Madonna della Scala, del XIII-XIV secolo, con facciata in stile romanico. All’interno interessanti affreschi ripropongono scene dell’Apocalisse.
In direzione Erchie, a circa cinque chilometri da Oria, è situato uno dei maggiori centri di culto di tutto il Salento, il Santuario di San Cosimo alla Macchia, così denominato dalla sua posizione in una zona di macchia mediterranea. E’ dedicato ai Santi Medici Cosimo, Damiano, Antimo, Euprepio e Leonzio. Il complesso si è sviluppato intorno ad una chiesa basiliana del IX secolo che è stata nel tempo ampliata e modificata. Sull’imponente facciata della chiesa, in tufo, è posta la statua del Cristo Redentore. All’interno interessanti tele riguardanti la vita dei Santi Medici e il baldacchino in stile neogotico delle statue ritenute miracolose. L’ampio spazio esterno ha un ricco porticato e una chiesa all’aperto per le celebrazioni estive; completano il complesso la sala ex voto, il museo, la casa del pellegrino e un mercatino. In passato vi era anche un giardino zoologico.
Tradizioni
Da più di trent’anni si rivive, nel mese di agosto, il Torneo dei Rioni, ideato da Federico II e rivissuto con grande successo ai giorni nostri.
I quattro rioni (Castello, Giudea, Lama e San Basilio) si contengono il “palio” secondo le regole dettate dall’Imperatore, con prove di forza, agilità, resistenza, abilità e velocità.
Il torneo viene preceduto dal Corteo Storico di Federico II, con centinaia di figuranti, in costumi d’epoca che sfilano lungo le vie cittadine bardate per l’occasione da drappi e bandiere dei quattro rioni. Lo sfarzo dell’epoca federiciana è rappresentato fedelmente attraverso movenze e portamenti di nobili, dame, cavalieri, giullari, uomini di corte, musici, paggi e armigeri.
L’imperatore Federico II viene impersonato ogni anno da un noto attore.
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