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Il Monumento Nazionale al Marinaio d’Italia
Giungendo a Brindisi dal mare, non appena si varca il canale di accesso al porto interno, sulla destra si incontra il Monumento al Marinaio d’Italia realizzato nel 1933 a forma di timone che spicca per la sua altezza e posizione.
Visto dall’alto, l’insieme dell’intera costruzione, ha l’aspetto di un uccello stilizzato.
La struttura, in cemento armato interamente rivestita in carparo (una pietra calcarenitica compatta di colore ambrato), raggiunge l’altezza di circa 54 metri dal piazzale superiore, dove vi è la porta d’accesso, e 68 metri dal piazzale sottostante, dove si apre una cappella- sacrario.
Nel dente del monumento, quasi alla sua sommità, nel 1955 fu collocata la statua in marmo della Madonna (scheda).
Dal terrazzo la vista sulla città e sul porto è davvero unica e suggestiva.
Nel piazzale superiore, alla base della scalinata che conduce all’ingresso, sono presenti le due ancore dell’incrociatore leggero austriaco “Saida” ceduto nel 1920 alla Regia Marina, in ottemperanza al trattato di pace con l’Austria, ed entrato in servizio nel 1921 col nome di “Venezia”1. Furono qui sistemate non prima del 1938.
Ai lati del Monumento trovano posto due cannoni appartenenti a sommergibili austro-ungarici, risalenti sempre al primo conflitto mondiale.
Dal piazzale inferiore si accede alla suggestiva cappella sacrario, con arcate ogivali a forma di scafo capovolto e navata centrale profonda circa 27 metri. All’ingresso, su un austero pavimento in marmo nero lucido “che riflette come le acque del mare” sono definiti “Exaltavit Illos”, i 5.922 marinai “immortali” caduti durante la Grande Guerra, i cui nomi e dati essenziali sono incisi nel granito nero all’interno delle otto nicchie laterali. Sono altresì ricordati i circa 33.900 marinai caduti nel secondo conflitto mondiale.
Sul pavimento davanti all’altare, con una grafica incisa vengono riportati i luoghi dove affondarono i navigli italiani durante le guerre.
Sull’altare è la statua della Vergine “Stella del Mare”, l’opera bronzea che ne raffigura le fattezze riprende le umane sembianze della signora Virginia Lavagna, modella amica dello scultore Amerigo Bartoli, autore dell’opera (firmata nel 1933 sul sandalo del piede sinistro).
L’illuminazione a fascio indiretto dall’alto accentua il clima ascetico del luogo.
All’interno del sacrario è custodita la campana della corazzata “Benedetto Brin”, affondata nel porto di Brindisi nel 1915 (leggi la storia) e ritrovata nel 1968 durante i lavori di dragaggio del porto.
Il sacrario è memoria e non tomba, luogo di riflessione e preghiera da cui il visitatore riprende il legame con la storia, il suo carico di responsabilità.
Ogni prima domenica del mese, è officiata una cerimonia di ricordo, per mezzo di una riflessione storica che richiama alla memoria il legame tra gli accadimenti di ieri e la loro importanza per costruire il domani. La Santa messa che segue in suffragio dei caduti è per i credenti il momento di comunione intensa ed intima con le vittime di ogni conflitto cadute negli abissi del mare. A puntualizzare i momenti più intensi della celebrazione eucaristica è il tocco della campana di bordo della corazzata Benedetto Brin.
A lato dell’altare, in una bacheca vi sono le ampolle contenenti le acque dei cinque oceani e le statue più recenti con i rispettivi simboli iconici: santa Barbara (con la torre e tre finestre a rappresentare la trinità), patrona dei marinai e di tutti coloro che lavorano a contatto con il fuoco e gli esplosivi, e san Francesco da Paola, con il mantello-vela, a rappresentare il miracolo dell’attraversamento dello Stretto di Messina stendendo il manto sulle acque.
La cripta è aperta ogni giorno (escluso il mercoledì) con ingresso libero. Il sabato e la domenica mattina, dalle ore 10 alle ore 13, i volontari del Touring Club di Brindisi sono a disposizione per una visita guidata del luogo.
Nell’agosto del 1965, l’allora Ministro della Difesa Giulio Andreotti inaugurò nella piazza inferiore del Monumento, l’Ara votiva (leggi la storia).
Nel 2014, il monumento e la cripta sono passati dalla Marina Militare al Comune di Brindisi che ne è divenuto unico titolare proprietario. Esatti 90 anni dopo la delibera che ne aveva fortemente espresso la volontà di costruirlo.
Testo di Giovanni Membola e Giancarlo Sacrestano
Al momento non è possibile accedere all’interno del Monumento al Marinaio, sono in fase di realizzazione lavori di messa in sicurezza. E’ possibile visitare esclusivamente la cripta alla base
Riferimenti
1 Contrariamente a quanto si è sempre ritenuto, secondo una nota dell’Ammiraglio di Divisione Claudio Confessore, le due ancore del piazzale non apparterrebbero alle corazzate austriache “Viribus Unitis” e “Teghetoff”, che invece sono sistemate davanti al Ministero Marina a Roma e al Museo Navale di Venezia.
Documenti correlati
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- L’inaugurazione del Monumento alla presenza del re Vittorio Emanuele III
- Il concerto di Tito Schipa per il Monumento al Marinaio d’Italia
- La statua della Vergine Immacolata sul dente del Monumento
- Inaugurazione dell’Ara votiva sul piazzale inferiore
- Giancarlo Sacrestano. La cripta del Monumento al Marinaio: uno scrigno di memoria e di valori
Video: i segreti del Monumento e della sua cripta, con intervento del prof. Massimo Guastella