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Mesagne. I murales di Millo
Francesco Camillo Giorgino, in arte Millo, è nato a Mesagne nel 1979. È uno tra i più interessanti street artist italiani, le sue opere murali si possono ammirare in numerose città di ogni parte del mondo e sono caratterizzate da ricche ambientazioni in bianco e nero, pieni di dettagli e da pochi colori, quasi sempre popolati da soli bambini.
A Mesagne, in via Sacco, nel 2016 ha realizzato cinque opere su altrettanti prospetti di fabbricati vicini, tutti con affacci sul nuovo parco urbano intitolato a Roberto Potì, realizzato sul suolo dell’ex campo sportivo.
Il progetto di rigenerazione urbana ha avuto come titolo “Come dice il Proverbio”, un tributo alla saggezza popolare salentina attraverso la rappresentazione di cinque proverbi caratteristici:
- Turci vinchitieddu quand’è tinirieddu, (piega l’albero quando è giovane): tutto può essere cambiato e migliorato solo quando non è troppo tardi;
- Cugghi l’acqua quando chiovi, (raccogli l’acqua quando piove): quando si ha l’opportunità bisogna coglierla e non lasciartela sfuggire
- L’amori è cicatu ma veti luntanu, (l’amore è cieco, ma vede lontano): l’amore ha la capacità di vedere e notare tutto, anche se pensiamo che sia cieco.
- A ci sputa ‘ncielu ‘ncapu li cati, (se sputi in cielo, ti cadrà in testa): tutte le cose negative che fai, prima o poi ti si ritorceranno contro
- A ‘ddo rrivi chianta lu zippu, (lascia un segno dove arrivi): devi prenderti il tuo tempo per realizzare la tua volontà. Non devi correre
Nel 2022, su una parete della centralissima Piazza Commestibili, ha dato vita al progetto “Cuore sotterraneo”, concepito con l’intento di valorizzare e promuovere il patrimonio naturale e storico della città di Mesagne.
Il murale, ispirato al centro storico a forma di cuore, è solo una delle tappe del progetto che mira a creare un nuovo percorso e a donare nuova vita all’incredibile patrimonio storico del territorio. Millo ha scelto di sottolineare il legame con lo spazio e l’importanza di riscoprire il “nostro passato, per comprendere meglio il nostro presente e la nostra presenza”.
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