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Le mappe di Brindisi: rassegna storica e curiosità

di Gianfranco Perri

Una antica immagine topografica di Brindisi é stampata nel libro con cui si pubblicò la versione in lingua volgare del famoso libro di Giulio Cesare “I Commentari di C. Giulio Cesare” …con le figure in rame de gli alloggiamenti, dé fatti d’arme, delle circonuallationi delle città & di molte altre cose notabili descritte in essi, fatte da Andrea Palladio per facilitare la cognition dell’historia a chi legge. Gli autori: Julius Caesar; Francesco Baldelli; Andrea Palladio; Leonida Palladio; Orazio Palladio. L´editore: Appresso Pietro De’ Franceschi, Venezia M.D.LXXV [1575].

I fratelli Leonida ed Orazio morirono prematuramente durante la preparazione delle stampe del libro e le immagini per la stampa furono quindi completate dal padre Andrea. Quella stampa del Palladio che illustra l´assedio che Cesare impose a Pompeo in Brindisi nel 49 A.C. ai tempi del De Bello Civili, inserita nel libro edito nel 1575, può essere storicamente considerata la più antica mappa di Brindisi.

Mappa del 1575 di Andrea Palladio (180 x 136 mm)
Mappa del 1575 di Andrea Palladio (180 × 136 mm)

Seguirono numerose altre versioni illustrate di quel famoso testo di Cesare, una di esse é quella in inglese curata da Martin Bladen e pubblicata a Londra da Richard Smith nel 1705: l´assedio a Pompeo é ancora illustrato da un´incisione in rame intitolata “The haven of Brindisi”. In questa stampa inglese corredata da leggenda, a differenza di quella del Palladio, la città entro le mura é chiaramente assimilata da una testa animale, forse di un cervo.

The haven of Brindisi - Londra 1705 (190 x 142 mm)
The haven of Brindisi – Londra 1705 (190 × 142 mm)

Prima di quella inglese, vi erano state anche altre edizioni illustrate del libro di Cesare, e tra queste quella del Lezzi pubblicata di nuovo a Venezia dall´editore Misserini nel 1635 in cui la città, a differenza delle altre versioni, é rappresentata squadrata come un “castrum” racchiusa nelle sue mura, con le sue porte e le sue torri. E poi ci furono altre versioni ancora, anche successive a quella inglese, nelle quali si evidenziano i due bacini del porto “maior & minor” riducendo i due seni ad un fossato che circonda la città, tipo mappa di Blaeu.

A rigor di cronaca, e prima di proseguire, é però doveroso citare una apparentemente ancor più antica mappa di Brindisi con il suo porto: quella datata intorno al 1525 e che é attribuita al cartografo, nonché grande ammiraglio ottomano, Piri Reis, vissuto tra il 1465 ed il 1554. Una mappa questa, che presenta la città vista dal mare, e quindi con il Nord in basso.

Mappa di Piris Reis - 1525
Mappa di Piris Reis – 1525

L´ironia della sorte vuole che quella che probabilmente può essere considerata la più antica mappa ¨moderna¨ della città di Brindisi, tralasciando appunto quella del Palladio ed i cinquecenteschi disegni sapientemente elaborati dal condottiero navigatore ottomano, sia venuta alla luce con un errore nientemeno che nel titolo: TARENTO.

Mappa del 1663 di Joan Blaeu (515 x 412 mm)
Mappa del 1663 di Joan Blaeu (515 × 412 mm)

La mappa, orientata con il Nord verso l´alto, fu elaborata dal cartografo olandese Joan Blaeu, divenuto in seguito anche cartografo ufficiale della Compagnia Olandese delle Indie Orientali. In alto a sinistra é rappresentato lo stemma della città di Brindisi e a destra lo stemma della famiglia Orsini. Nel cartiglio in basso ben 57 richiami, purtroppo non leggibili a occhio nudo.

Sono però chiaramente identificabili tutta una serie di importanti elementi: Il castello di mare, e le isole Pedagne sul porto esterno, con la catena sul canale d´entrata al porto interno. La chiesa di Santa Maria del Casale con la strada che la congiunge alla principale porta d´entrata alla città dalla strada da Mesagne. Poi l´altra porta di accesso dalla strada da Lecce attraverso un ponte che sorpassa il seno di levante. Quindi le mura di cinta complete dei vari torrioni distribuiti partendo dal castello di terra. Dentro le mura primeggiano le due colonne romane, di cui una già crollata, e la rete stradale é dominata dalla strada che attraversando tutta l´urbe, collega Porta Mesagne con Porta Reale sulla riva del seno di levante: la Rua Magistris.

La mappa, con incisione in rame e colorazione coeva, fu portata alla stampa nel 1663 con il “Theatrum civitatum nec non admirandorum Neapolis et Siciliae regnorum”, un atlante in cui Joan Blaeu cambia impostazione nel concepire quello che doveva essere un atlante di città. Mentre quelli che aveva precedentemente prodotto per l´Olanda sono una semplice serie di mappe e piante, questo per l´Italia é un atlante molto più topografico che combina mappe geografiche con bellissimi panorami prospettici mostranti città e paesaggi agresti come pure disegni architettonici e monumenti.

L´attività tipografica di Blaeu cessò drammaticamente nel 1672, quando un incendio distrusse il suo stabilimento. Solo le mappe collocate in alcuni rami appartati della tipografia e alcune precedenti edizioni immagazzinate altrove, si salvarono dal fuoco e furono vendute all’asta. Pierre Mortier, libraio belga che operava in Amsterdam, comprò le matrici delle città italiane.

Nel 1705 il Mortier stampò il “Nouveau Thèatre d’Italie ou description exacte de ses Villes, Portes de Mer, Palais, Eglises, Principaux Edifices & c. et avec cartes chorographiques sue les desseins de feu monsier Jean Blaeu”, aggiungendo un quarto volume relativo al nord Italia e Toscana. Nel Volume III, la tavola 25 riproduce la mappa di Blaeu.

Mappa di Joan Blaeu ristampata nel 1705 da Pierre Mortier (496 x 410 mm)
Mappa di Joan Blaeu ristampata nel 1705 da Pierre Mortier (496 × 410 mm)

Rispetto alla carta originalmente stampata dal Bleau, vi son solo dei piccoli cambiamenti: nel cartiglio centrale oltre il titolo errato Tarento, dopo 41 anni non ancora corretto, é aggiunto il sottotitolo “Ville du Royoume de Naples situèe dans la Terre d’Otrante”; nel cartiglio in alto a destra é scomparso lo stemma della famiglia Orsini; la legenda ha sempre 57 richiami ma in basso a destra é aggiunto: “A Amsterdam par Pierre Mortier -avec privil”.
L´errore nell´intitolazione é stato attribuito a quell´incendio, immaginando che il materiale salvato alle fiamme avesse subito un grande disordine (“Brindisi ignorata” di N. Vacca – 1954), ma evidentemente ciò non risponde alla realtà, visto che la prima pubblicazione contenente giá l´errore fu precedente all´incendio.

Sulla pagina web della biblioteca del Senato della Repubblica, cercando l´opera postuma in tre volumi dell´Abbate Giovanni Battista Pacichelli “Il Regno di Napoli in prospettiva diviso in dodeci province” stampata nel 1703 a Napoli, appare una scheda bibliografica che contiene la riproduzione delle 183 stampe che corredano l´opera, e la stampa N°113 del Volume 2, si intitola BRINDESI, e riproduce un´acquaforte di autore ignoto.

É interessante la didascalia del cartiglio al piede della mappa, che identifica e localizza 14 elementi: 1 Duomo. 2 S. Maria delle gratie. 3 Carmine. 4 Castello di terra. 5 Fortezza di mare. 6 Porto che si serra con catena. 7 Porta reale. 8 Porta di Mesagne. 9 L´Assunta. 10 Cappuccini. 11 S. Fran.co di Paola. 12 S. M. degli Angioli. 13 La Maddalena. 14 Le Colonne.

Stampa del 1703 di autore ignoto (168 x 122 mm)
Stampa del 1703 di autore ignoto (168 × 122 mm)

Da osservare che con il N°14 sono indicate le due colonne romane antistanti al porto, rappresentate in piedi nonostante una delle due fosse crollata nel 1528 a causa di un terremoto: 175 anni prima della stampa. Da notare inoltre, che molte delle chiese sono rappresentate nelle loro strutture medioevali. Potrebbe pertanto dedursi che questa stampa, orientata con il Nord verso destra, sia stata verosimilmente ricavata rielaborando una qualche opera precedente, possibilmente realizzata tra gli ultimi anni del ´400 ed i primi del ´500.

Prescindendo da queste considerazioni, si deve comunque osservare che trattasi di una mappa decisamente meno avanzata di quella di Blaeu del 1663, precedente di ben quaranta anni, che il Pacichelli evidentemente non aveva nemmeno visto giacché in essa tra l´altro, vi é invece correttamente rappresentata una sola colonna in piedi.

É solo del 1800, cioé di quasi cent´anni dopo, la mappa di Brindisi che cronologicamente segue a quelle stampate nei primissimi del ´700. E non é più una stampa, ma appartiene a un piano topografico, disegnato a colori e identificato con il nome di Città di Brindisi N°38, conservato nella biblioteca dell´Istituto Geografico Militare, con la descrizione seguente: Documento N°27 del XIX secolo. Un foglio di circa 0,42 × 0,42 metri. Rilievo a scala 1/10000 del Tenente Lepier.

In effetti si tratta del solo frammento destro di un piano geografico, orientato con il Nord verso sinistra, che riporta il rilievo topografico della costa di levante del porto (quella di ponente era nel frammento mancante del piano) e che nell´angolo inferiore destro presenta, a mò di dettaglio, la mappa a scala 1/5000 della città, con un indice di quattro punti (a. Castello di terra, b. La Sanità, c. La Dogana, d. Seminario -?- ). Non é certo una mappa ricca di dettagli, un quadrilatero con circa 10 cm di lato, ma comunque permette di indovinare i limiti urbani e il contorno della città edificata, colorata di rosso e differenziata dai campi, colorati di verde.

Mappa a Scala 1/5000 - Dettaglio del Piano del Porto rilevato da Lepier - 1800
Mappa a Scala 1/5000 – Dettaglio del Piano del Porto rilevato da Lepier – 1800

E la situazione appare comunque mutata di poco, nel “Piano Generale del Porto di Brindisi” rilevato dopo pochi anni dall´incorporazione di Brindisi al Regno d´Italia, nel 1866 a scala 1/10000, e topograficamente orientato con il Nord verso l´alto: forse l´unica novità importante, la costituisce la presenza della ferrovia, da Bari e dopo un giro di 90° a Lecce, con anche indicata la stazione ferroviaria che era stata appena inaugurata, il 25 maggio 1865.

Piano Generale del Porto - 1866 - dettaglio
Piano Generale del Porto – 1866 – dettaglio

Da osservare le tracce ben rappresentate dei vari pezzi di muraglia ancora esistenti appartenuti alle fortificazioni cinquecentesche della città e le vaste estensioni ancora disabitate, bianche nella mappa, presenti dentro il recinto di quelle fortificazioni: quella adiacente al castello di terra, che era stato adibito a bagno penale della città da Gioacchino Murat nel 1814, e tutta quella a Sud di Porta Mesagne delimitata a est dalla direttrice della strada di Porta Lecce e divisa in due dalla direttrice della strada Via Lata.

Anche a sudest della strada Via Lata dominano gli spazi disabitati ed inoltre, un´ampia area bianca trapezoidale, Largo della Anima, é presente in prossimità dell´incrocio tra la strada Via Lata e la strada di Porta Lecce.

E si é così giunti ai nostri giorni: si fa per dire, visto che la prossima mappa comunale della città é quella, già tecnicamente avanzata, del piano stradale di Brindisi del 1871, successiva di soli cinque anni a quella del Piano Generale del Porto del 1866.

Anche non ci sono grandissime novità da segnalare per quel che riguarda l´impianto urbanistico generale, però la scala i dettagli e la qualità grafica di questa mappa, un eliopiano manoscritto che ho voluto forzosamente orientare con il Nord verso l´alto, consentono finalmente addentrarsi nella formulazione di alcune altre interessanti osservazioni a complemento di quelle già formulate in merito alla mappa precedentemente riportata.

Pianta della Città di Brindisi - Scala 1/2000 - Carlo Fauch - 1871
Pianta della Città di Brindisi – Scala 1/2000 – Carlo Fauch – 1871

Quella che nel 1797 era già diventata la Strada Carolina e che poi nel 1882 diventerà il Corso Garibaldi, é ancora identificata erroneamente come Strada Amena, che in realtà in origine era stata la Strada della mena, dall´insalubre canale di scolo che per tantissimi anni l´aveva solcata portando al mare le acque piovane, e quant´altro via via raccolto.

La Strada Amena ha un estremo in prossimità della banchina portuale, sbucando tra quelli che saranno i giardini Vittorio Emanuele II° che nella mappa sono Largo San Francesco e la stazione marittima che nella mappa é la Sanità marittima, e giunge fino alla Piazza Mercato, indicata nella mappa dove poi ci sarà Piazza Vittoria e ben separata dalla Piazza Sedile, che é sita un po’ pie a Nord, dove é anche identificato l´edificio del Municipio.

Superata Piazza Mercato, la Strada Amena svanisce in uno slargo molto ampio, indicato nella mappa con Largo della Anima. La traversa Nord della Strada Amena prima dei Piazza Mercato, oggi via Rubini, si chiama Strada Orologio, e si sa molto bene perché, mentre la traversa di fronte, quella Sud, conduce al Pozzo Traiano.

A Sud della mappa, é indicata Porta Lecce con affianco l´imponente sagoma della Chiesa Cristo e quindi la Strada di Porta Lecce che raggiunge perpendicolarmente la Strada Lata la quale si sviluppa retta e lunga, in direzione NE puntando al mare e in direzione SO assumendo il nome di Strada Saponea e puntando verso una non ben identificata stazione. Tra la Strada Lata e la Strada Amena, é anche identificato il Largo San Dionisi, e quindi le due strade quasi parallele S. Dionisi e S. Lucia.

A Ovest é indicata Porta Mesagne ed affianco la Strada pel Castello orientata a Nord. Da Porta Mesagne parte la Strada Carmine che dopo Largo Angioli assume il nome di Strada Angioli, oggi via Ferrante Fornari, che raggiunge Piazza Sedile e prosegue sul lato opposto con la Strada Maestra fino al mare, dove vi giunge tra Largo San Francesco a destra e la Dogana a sinistra, non essendoci nella mappa traccia alcuna della Porta Reale, che proprio da lì aveva nei secoli precedenti costituito l´entrata in città dal mare, mentre la Porta Mesagne ne aveva costituito l´uscita verso l´entroterra. Questa fondamentale direttrice stradale, in qualche modo separa il già descritto settore Sud della Città dal settore Nord.

Sul settore Nord, l´imponente castello di terra, non rappresentato nella mappa, con l´adiacente Piazza Castello, delimita la città ad Ovest, nella zona in cui é identificata la Strada S. Benedetto ed é rappresentata l´omonima caserma. Seguendo una direttrice parallela a quella della Strada Maestra, tutto il settore Nord della città é solcato, da Ovest verso Est, dalla Strada S. Barbara, ancora un errore del mappa giacché non si tratta della santa ma del cognome di Piertommaso Santabarbara, fino a Largo S°Prefettura, quindi la Strada delle Scuole Pie fino a Largo Cattedrale e finalmente la Strada Colonne. Su Largo Cattedrale, oltre alla chiesa sono identificati il Collegio, l´attuale palazzo arcivescovile, e l´Ospedale Civile, e da quel largo partono la Strada Santa Chiara e la Strada Montenegro in direzione Nord, e la Strada Del Duomo verso Sud.

Più a Nord finalmente, partendo nuovamente dal castello di terra, c´é la Strada S. Aloi fino a Largo S. Paolo dové indicata l´iponente impronta della chiesa tutt´una con quella dell´adiacente S°Prefettura e quindi, la Strada De Leo e il Largo S. Teresa con l´impronta della chiesa. Da S. Paolo, da De Leo e da S. Teresa, si poteva scendere alle Sciabiche e quindi al mare, transitando su uno dei tre pendii dei quali il meno ripido e più esteso era quello centrale, il Pendio Marinazzo tra la Strada De Leo e la via Sciabiche. L´altro era il Fontana Salsa e il terzo ?
Il lungomare centrale tra la Sanità Marittima e le Sciabiche, si chiama Strada Marina, e su quel lungomare é già chiaramente posizionato l´Albergo delle Indie Orientali, costruito nel 1870 in concomitanza con l´inizio delle operazioni della Valigia delle Indie.

Le Sciabiche, lo storico e antichissimo quartiere marinaro, insediato ai piedi di S. Teresa, così come nelle mappe dell´800, é rappresentato sulla mappa dai lati del grande blocco triangolo compreso tra S. Teresa la Strada Montenegro e la via Forno Sciabiche, e da altri sette blocchi minori allineati di fronte al mare lungo la banchina del Seno di Ponente, compresi tra il pendio che scende da S. Paolo a ovest e la Strada S. Chiara a est. La via Forno Sciabiche sbuca a Nordest su Piazza Monticelli, e di fronte alla Strada Montenegro é indicato Largo Montenegro.

Tutto quel quartiere Sciabiche fu poi cancellato dalla mappa di Brindisi in varie ondate demolitrici, dapprima i due blocchi più a Nord, quelli di fronte alle strade S. Chiara e Montenegro, nei primi del ´900 e poi il resto: nel 1934 la metá Ovest e nel 1959 la metá Est.

Attorno al 1880, “…il crescere dei movimenti e dei traffici, l´incremento della popolazione e lo svolgersi delle aspirazioni ad un a maggiore civiltá…” indussero l´amministrazione comunale ad affidare a tre professionisti brindisini la redazione del piano regolatore della Città, “…perseguendo necesarie nuove reti stradali e necessari nuovi assetti urbani, ampliando, addrizzando e riordinando le vie antiche, nonché abbattendo dannosi ingombri e sviscerando le malsane contrade secondo un moderno sistema di costruzioni…”.

Il piano regolatore della Città di Brindisi vide la luce nel 1883, plasmato in una serie di quattro tavole manoscritte, il cui assemblaggio ho predisposto e rappresentato come si trattasse di una mappa orientata con il Nord in alto. I colori indicano in verde le demolizioni e in rosso le nuove lottificazioni da incorporare allo schema urbano. La rete stradale é mantenuta bianca.
La Tav. I é quella del quadrilatero di sudovest: su un lato la strada Porta Lecce più la strada Conserva, sull´altro la strada Carmine, quindi la muraglia da Porta Mesagne al Bastione San Giacomo con a metà il Bastione Cappelli di fronte alla stazione ferroviaria, e sul quarto lato la muraglia dal Bastione San Giacomo a Porta Lecce. É tracciato il quadrato che sarà di piazza Cairoli e sono indicatele tracce del corso che sará Umberto I° e del corso che sarà Garibaldi e che poi in quel tratto sarà Roma, con al suo estremo la chiesa dell´Addolorata, poi della Pietà.
La Tav. II é quella del quadrilatero di nordovest: su un lato la strada Carmine, sull´altro la strada Armengol più il pendio Fontana Salsa che scende da Largo S.Paolo fino alla spiaggia sul Seno di Ponente, quindi la riva fino al Castello di terra che funge da bagno penale, e sul quarto lato la muraglia tra il castello e Porta Mesagne. Domina l´enorme piazza Castello, adiacente al castello e ancora completamente vuota, e ci sono la chiesa di S. Benedetto e quella di S. Anna.
La Tav. III é quella del quadrilatero di nordest: su un lato corso Garibaldi piazza Commestibili e corso Umberto I°, sull´altro la strada Conserva più la strada Armengol più il pendio Fontana Salsa, quindi il terzo e quarto lato lo costituiscono le banchine contigue del Seno di Ponente, da corso Garibaldi a Montenegro una, e da lì al pendio Fontana Salsa l´altra. Sono compresi in questo settore il Duomo con il Seminario, le chiese S. Teresa, S. Paolo, S. Chiara, S. Cosimo detta poi delle Scuole Pie, S. Giovanni al Sepolcro e la chiesa degli Angioli.
La Tav. IV é quella del quadrilatero di sudest: su un lato i corsi Garibaldi e Umberto I°, sull´altro la strada Conserva tra corso Umberto I° e Porta Lecce, quindi il terzo e il quarto lato lo costituiscono le banchine contigue del Seno di Levante, da Porta Lecce fino allo sbocco della strada Via Lata una, e da lì alla Sanità e futura Stazione Marittima, l´altra. Sono ben visibili le chiese di Cristo, S. Lucia, S. Sebastiano o Le Anime, e poi le chiese dell´Annunziata e del Monte.

Piano regolatore della Città di Brindisi - 1883
Piano regolatore della Città di Brindisi – 1883

La mappa seguente, quella topografica di Brindisi del 1916, stampata con il Nord orientato verso l´alto, anche se non ricca di dettagli, aiuta a capire quanto del piano regolatore del 1883 fu realizzato, e quanto no.
Si tratta di un piano, nuovamente appartenente alla biblioteca dell´Istituto Geografico Militare, identificato con il nome di Pianta della Città di Brindisi e corredato dalla seguente descrizione: Rappresentazione orografica planimetrica. Stampa eliografica di 0,70 × 0,54 metri. Rilievo del 1916 a scala 1/4000 del Capitano A. Urbani.

Le direttrici stradali principali, con il corso Garibaldi prolungato fino alla ferrovia e il corso Umberto I° con la piazza Cairoli, sono state realizzate completamente. Oltre alla Stazione Ferroviaria principale, anche quella Marittima é completa ed ambe sono intercollegate e pienamente funzionali.

Pianta della Città di Brindisi - Scala 1/4000 - A. Urbani – 1916 (700 x 540 mm)
Pianta della Città di Brindisi – Scala 1/4000 – A. Urbani – 1916 (700 × 540 mm)

L´area di piazza Castello non é più vuota, vi sono stati costruiti l´edificio dell´Ammiragliato detto anche Presidio e la caserma che sarà intitolata Ederle, in due lotti contigui separati dal prolungamento della via Rodi e delimitati a Sud dalla via Castello a Nord da quello che poi sarà viale dei Mille e ad Ovest da via Indipendenza, già completamente tracciata fino al suo altro estremo sulla fine di corso Garibaldi, non ancora Roma. A est della caserma c´é via Cittadella, che però prosegue ancora con via S. Margherita fino al Calvario dove raggiunge via Carmine.

Cioè non é stato attuato, né lo sarà mai più, il piano regolatore che prevedeva l´eliminazione della via S. Margherita e il prolungamento in linea retta di via Cittadella fino a via Carmine. Né furono mai rettificate via Madonna della Neve via Santabarbara e via Tarantini, che nel piano regolatore dovevano costituire, con via Castello, una sola via retta fino alla piazza del Duomo. E neanche via S. Benedetto fu mai rettificata nel suo pezzetto finale verso via Carmine.

La piazza Sottoprefettura non fu mai ampliata e non fu mai costruita la strada retta che sulla direttrice di via Marco Pacuvio doveva giungere fino a corso Umberto I° all´altezza di via Paolo Sarpi, dopo aver incrociato via Angioli, la attuale Ferante Fornari.

In quanto alle Sciabiche, il piano regolatore del 1883 prevedeva abbattere il piccolo blocco antistante a via S. Chiara, che in effetti nella mappa del 1916 non c´é più, e anche quello adiacente molto più grande, che iniziando di fronte a via Montenegro si estendeva occultando al mare sia il largo Monticelli che via Pompeo Azzolino, questo blocco grande nella mappa del 1916 c´é ancora, comprendeva la palazzina Monticelli e fu demolito nel 1924. Come ulteriore novità per il settore Sciabiche, nella mappa del 1916 sono indicati i fabbricati a due piani costruiti negli ultimi anni dell´800 a prolungamento delle Sciabiche verso il Castello di terra, siti su tre isolati contigui occupando una fascia compresa tra il lungomare e la strada Sdrigoli, poi via Lucio Scarano, che risalendo fino a Santa Aloy era stata aperta prolungando la famosa via Sciabiche, quella che iniziando in largo Monticelli attraversava tutto il quartiere.
Meno di 10 anni più moderna che la precedente, é la bella mappa dell´importante editore Antonio Vallardi, nella quale é rappresentata la pianta di Brindisi molto dettagliata, nonostante la piccola scala di 1/15000 e quindi le piccole dimensioni della stampa. Però é migliorata decisamente la qualità tipografica: si tratta di una incisione cromo-litografica su acciaio vivacemente colorata ed ottima nella risoluzione calligrafica.

Pianta della Città di Brindisi - Scala 1/15000 - A. Vallardi - 1924 (120 x 80 mm)
Pianta della Città di Brindisi – Scala 1/15000 – A. Vallardi – 1924 (120 × 80 mm)

Certamente si tratta di una cartina inserita in una delle opere dell´editore milanese intitolate “Viaggi e guide turistiche per l´Italia …contenenti la descrizione storica artistica e contemporanea con varie carte e piantine topografiche delle principali Città dell´Italia della Sicilia e della Sardegna”.
Anche per questo motivo la cartina é complementata da varie note, le quali sono riferite sul piano con un totale di 11 numeri.
A Brindisi ci sono ancora: un bacino galleggiante di fronte allo sbocco del canale di Cillarese, la spiaggia di S. Apollinare nel porto interno, la via Sciabiche interne con la palazzina Monticelli, il teatro Verdi, le due piazze Vittoria e Sedile, il parco della Rimembranza senza il nome e con i Bastioni Carlo V, piazza d´Armi e le caserme d´artiglieria S. Benedetto e Montenegro, il corso Garibaldi ancora tutto intero, …
Poi, con la fine della seconda guerra mondiale e con l´avvento della repubblica, arriva anche a Brindisi l´Ente Provinciale per il Turismo e il turismo di massa e con esso, le tante mappe o cartine turistiche, pubblicate su volanti piegabili o inserite nei libri di guida per i visitanti e viaggiatori.
E finalmente ecco l´era delle mappe elettroniche, del digitale online, del GPS e di Google Earth:

Brindisi su Tutto Città
Brindisi su Tutto Città
Brindisi su Google Earth
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