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Boschi di Santa Teresa e dei Lucci

Riserva Naturale Regionale Orientata Boschi

Delle aree boschive fanno parte il Bosco Lucci, il Bosco Preti, il Bosco di S. Teresa e il boschetto del Parco Colemi, tra loro distanti e frammentate da ampie zone coltivate. In passato facevano parte di un’unica ed estesa foresta di Quercia da Sughero.
La riserva custodisce gli ultimi lembi ben conservati di bosco di sughera, una rarità nell’intero versante adriatico dell’Italia.

Brindisi. Bosco Lucci. Foto dal profilo Facebook del Bosco dei Lucci
Brindisi. Bosco Lucci. Foto dal profilo Facebook del Bosco dei Lucci

Il bosco di Santa Teresa, poco fuori l’abitato di Tuturano, è composto a sua volta da due nuclei che complessivamente coprono una superficie di 25 ha. Il territorio era compreso nel feudo di Valerano, donato nel 1107 alle benedettine di Brindisi, che erano già in possesso di Tuturano dal 1097.
Sempre nei pressi di Tuturano il Parco Colemi, in buona parte alterato nella sua struttura vegetazionale; attualmente è destinato a parco pubblico aperto anche
al traffico motorizzato, che ne ha deteriorando profondamente la vegetazione.

La cartina della Riserva Naturale Regionale Orientata Boschi di Santa Teresa e dei Lucci
La cartina della Riserva Naturale Regionale Orientata Boschi di Santa Teresa e dei Lucci

Il Bosco Preti, un piccolo nucleo di solo 2 ettari circa di pura sughereta, è quanto rimane dell’antica area ben più vasta, infatti uno studio del 1995 riporta che il bosco aveva una superficie di 15,69 ha.

Poco più lontano, in direzione Mesagne, il Bosco dei Lucci, che occupa una superficie di circa ca. 13 ettari; anche in questo caso il bosco in passato si sviluppava su un’area più vasta. Alcuni studi botanici riferiscono che era già adulto nel 1700 e che negli anni ’80 vi erano alberi che raggiungevano l’altezza di oltre 7 metri.
Il Bosco dei Lucci è di proprietà privata integrata all’interno dell’Azienda Agricola “Masseria i Lucci”.

Brindisi. Bosco Lucci. Foto dal profilo Facebook del Bosco dei Lucci
Brindisi. Bosco Lucci. Foto dal profilo Facebook del Bosco dei Lucci

Queste aree boschive si estendono lungo una lunga zona di protezione che copre complessivamente circa 190 ettari, su terreno ad elevata componente argillosa che favorisce il ristagno idrico superficiale che quindi permette lo sviluppo della Quercus suber, una specie rara non solo per questo territorio, che assume particolare importanza dal punto di vista biogeografico nell’intero versante adriatico italiano. Le altre specie botaniche presenti sono il Corbezzolo, il Lentisco, l’Erica Arborea, il Mirto, il Caprifoglio, il Cisto e pochi esemplari di Quercia Vallonea.

Brindisi. Bosco Lucci. Particolare della sugheraia. Foto dal profilo Facebook del Bosco dei Lucci
Brindisi. Bosco Lucci. Particolare della sugheraia. Foto dal profilo Facebook del Bosco dei Lucci

Il bosco complessivamente è in buone condizioni vegetazionali, tra i meglio conservati in Puglia grazie soprattutto all’intervento dei privati, proprietari dei terreni, che tengono cura queste aree.
Qui trovano rifugio animali come il Tasso (Meles meles), il Colubro leopardiano (Elaphe situla), la Raganella italiana (Hyla intermedia), il Succiacapre (Caprimulgus europaeus).

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