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Il giardino della stazione marittima
di Gianfranco Perri
Tutto ciò che ritrae questa interessante fotografia della collezione di Romeo Tepore, è irriconoscibile, semplicemente perché da tempo non c`è più.
Eppure siamo nientemeno che di fronte ai Giardinetti, praticamente su Corso Garibaldi, al suo inizio dal lato del mare.
Una foto quindi ormai storica che porta la firma, in basso a sinistra, di Vincenzo Isceri, “…fotografo e ritoccatore di alto livello che nello studio riparava anche le macchine fotografiche”
Dello “Studio fotografico Vincenzo Isceri – Corso Garibaldi 73” abbiamo anche rintracciato un inserto pubblicitario sul settimanale brindisino “il Monello” del 26 aprile 1925.
Il primo piano della foto è interamente occupato da un giardino abbastanza curato, ben recintato e con una importante fontana. Si tratta del giardino che apparteneva alla Stazione del Porto, della linea ferroviaria che collegava la stazione di Brindisi con la stazione marittima, il cui fascio dei binari moriva proprio immediatamente alla sinistra della foto.
Il recinto con l`inferriata ben visibile nella foto, si affaccia su Corso Garibaldi giusto di fronte ai Giardinetti e su tutta la loro stessa lunghezza, fino cioè al lungomare di viale Regina Margherita.
La scritta a stampatello “Provveditoria Adriatica”, che indica la presenza di un importante magazzino di forniture navali e marinare, è apposta sulla facciata trasversale al corso di quello che qualche anno dopo, con la costruzione di un secondo piano in perfetto stile Liberty, diventerà il bel Palazzo Titi.
Sull’altro lato di Corso Garibaldi invece, è riconoscibile l`angolo con via San Francesco e poi l`insegna “Caffè Osteria”. Quell`insegna dopo qualche anno muterà in “Caffè Ristorante” e si riferirà al “Ristorante Miramare” che durante molti anni occuperà tutto quell`angolo tra il corso e via San Francesco.
Tutto il giardino ritratto nella foto scomparirà completamente con la costruzione della nuova stazione marittima, inaugurata nel 1940 e la cui struttura principale sarà appunto edificata sull`area centrale del giardino, mentre la porzione al fondo sarà occupata dalla nuova via del mare allineata con via San Francesco.
Il palazzo Titi sopravviverà di qualche anno al giardino fino a quando, intorno ai primi anni `60, verrà demolito per lasciare il posto a quel voluminoso ed architettonicamente anonimo edificio di abitazioni che è ancora lì sull`angolo tra via Del mare e il corso.
Anche gli edifici che nella fotografia si intravedono di fronte al Palazzo Titi, sull´altro marciapiedi del Corso Garibaldi, furono negli stessi anni demoliti per costruirvi quei palazzi tutt`ora presenti. In questo caso comunque, a differenza del Palazzo Titi, furono abbattute edificazioni relativamente modeste e senza alcun pregio architettonico.
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