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Insediamento rupestre e Cripta di San Biagio
E’ uno dei principali insediamenti rupestri della regione per il suo rilevante valore storico ed artistico.
L’insediamento è in agro di Brindisi presso la masseria Jannuzzo, a circa 11 km dal capoluogo. E’ vero e proprio villaggio rupestre con incavi di grotte lungo le pareti rocciose dell’avvallamento presente lungo il corso del Canale Reale, con al centro la Cripta di San Biagio.
Qui si insediò, prima del XII secolo, una comunità di monaci italo-bizantini che utilizzò le grotte già scavate nella roccia, probabilmente utilizzate già nel IV secolo d.C.
Si venne a creare così un vero e proprio villaggio, con grotte più piccole adibite ad abitazioni della comunità non monastica, con al centro la cripta in grotta utilizzata per il culto e nei pressi la grotta del capo comunità (Igumeno) e quella usata come ambiente comune, denominata “cenobbio”, dove si distinguono nicchie, giacitoi ed altri elementi in pietra.
La comunità viveva di agricoltura e di pastorizia, utilizzando l’acqua del vicino canale, una vita povera e semplice che veniva confortata dalla fede e dalla preghiera.
L’insediamento è stato molto probabilmente abitato sino al XV secolo, quando iniziò l’esodo verso il casale di San Vito.
La Cripta rappresentava la parte principale dell’insediamento, in quanto in essa si praticavano tutte le funzioni religiose. Si presenta con un ampio vano rettangolare priva di partizioni delle misure di 12,50 metri di lunghezza, 4,50 metri di larghezza ed un’altezza pari a 2,70 metri.
L’ingresso è posto sulla parete laterale, originariamente vi erano due accessi, quella per il clero e l’altre per i fedeli, ridotta a finestra e quindi chiusa completamente. Sull’arco della porta d’ingresso sono graffite le croci greche.
All’interno si distinguono due zone, il “naos” (affrescata) dove si celebrava il rito greco, e l’altra non affrescata riservata al popolo (bema).
Le pitture della volta e delle pareti, datati 8 ottobre 1196 ed eseguiti dal pittore Daniele, rappresentano un ciclo pittorico tra i più interessanti della Puglia ispirati a modelli bizantini.
Sulla volta si distingue racchiuso in un cerchio stellato, l’Antico dei giorni, o anche Cristo Pantocratore, che regge sulla mano sinistra il Vangelo di San Giovanni. Intorno alcuni simboli di Santi e dei cherubini, insieme al profeta Daniele ed Ezechiele.
Poco sopra è rappresentata l’Annunciazione. Seguono la Fuga in Egitto, con Maria su un cavallo bianco, Giuseppe con il Bambino sulle spalle, accompagnati da San Giacomo e dall’Angelo, e a sinistra la Presentazione al Tempio, con Gesù accompagnato da Maria e da Giuseppe che porta in offerta due tortore in gabbia. Sempre sulla volta è visibile l’Ingresso di Gesù in Gerusalemme, con il Salvatore su un asino seguito da Andrea e Giovanni.
Sulle parti laterali della cripta sono rappresentati gli episodi del Nuovo Testamento e quelli della vita di San Biagio. Affianco all’ingresso si possono distinguere Sant’Andrea e San Giovanni, quindi sulle altre pareti San Nicola (l’unico santo accompagnato da un’ epigrafe di riconoscimento sia in lingua greca che in latino), San Demetrio e San Giorgio mentre uccidono un drago. San Biagio è rappresentato anche insieme agli animali da lui guariti.
Sulla parete di fronte all’ingresso sono visibili Santo Stefano e San Silvestro (Papa), seguiti dalla Natività, con al centro la mangiatoia e San Giuseppe, la Madonna che guarda il Bambino accudito dalle levatrici Zalomi e Salomè, i Magi e i pastori.
Lungo la parete meridionale fino al bema è stato ricavato dal muro un basso sedile (sintrono). Sono altresì presenti due nicchie sia nella parete a sud che in quella ad est ed anche delle iscrizioni in lingua greca.
Le immagini sono state concesse dall’Ufficio Cultura del Comune di San Vito dei Normanni
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