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La costruzione del Monumento al Marinaio d’Italia

Dopo la conclusione del primo conflitto mondiale, in molte città italiane vennero realizzati monumenti celebrativi ai soldati caduti in guerra. Anche per i marinai doveva essere innalzata un’opera che ricordasse le gesta e il valore di questi uomini, e furono molte le città pronte ad ospitare il monumento, tra queste La Spezia, Trieste e Venezia. La scelta di Brindisi non fu certamente facile, forse fu determinante il parere dell’ammiraglio Thaon de Revel (che aveva già decorato la città con la croce di guerra 1915-18) che dichiarò il porto della città di estrema importanza militare per le vittorie in mare e per il dominio sull’Adriatico durante il conflitto mondiale.
Il primo atto per la realizzazione a Brindisi del Monumento al Marinaio d’Italia è stata la delibera comunale del 6 ottobre 1924, con il quale venivano stanziate 50mila lire per la costruzione.

Il Monumento al Marinaio d'Italia
Il Monumento al Marinaio d’Italia

Ma solo il 20 giugno del 1925 il Presidente del Consiglio Benito Mussolini accolse le istanze della città e decise che il monumento venisse eretto a Brindisi, accettando la presidenza del comitato d’onore offerta dagli amministratori locali.
Negli anni successivi il comitato cittadino, con l’ammiraglio Thaon de Revel presidente onorario e il podestà Serafino Giannelli presidente effettivo, si prodigò in ogni modo al fine di raccogliere i fondi necessari alla costruzione, promuovendo sottoscrizioni, veglioni e vendite di francobolli celebrativi.
Nel 1927 fu inviato alla Presidenza del Consiglio un progetto offerto gratuitamente dall’architetto barese Saverio Dioguardi, ma vista l’eccessiva somma necessaria alla realizzazione (circa 10 milioni) e considerando l’esigua somma raccolta in città (meno di un milione di lire), Mussolini fece sospendere ogni azione del comitato.
Solo l’intervento di Starace, presidente della Lega Navale e vicesegretario del partito fascista, fece ripartire la raccolta di fondi, al quale contribuì fattivamente il famoso tenore Tito Schipa che nel 1926 organizzò diversi concerti “pro Monumento” nelle maggiori città italiane, tra le quali Brindisi, ove lo spettacolo si tenne il 13 giugno 1926 nel teatro Verdi. Il podestà Giannelli, a sue spese, raggiungeva gli artisti e provvedeva a ringraziarli, a sue spese, con solenni banchetti.
Nel gennaio del 1932 la Lega Navale organizzò un concorso nazionale per la scelta del progetto necessario alla realizzazione del monumento, che doveva essere sobrio, solenne ed austero.

Erinnofili  emessi per la raccolta fondi destinati alla costruzione del Monumento al Marinaio nel 1926 - coll. G. Membola(C)
Erinnofili emessi per la raccolta fondi destinati alla costruzione del Monumento al Marinaio nel 1926 – coll. G. Membola©

Tra i 92 progetti presentati ed esposti in mostra a Roma nel luglio del ’32, fu decretato vincitore il lavoro “Sta come torre” dell’architetto Luigi Brunati e dello scultore Amerigo Bartoli. Secondi a pari merito i progetti “Luce di gloria” (Angelo di Castro e Enrico Martino), ed “Oltremare”, di Emanuele Mangiovi e Francesco Coccia.
I lavori di costruzione dell’opera durarono un anno, dal 28 ottobre 1932 all’ottobre del 1933, con un costo finale di 2.300.000 lire dell’epoca; furono condotti dall’impresa dell’Ing. Simoncini di Roma sotto la direzione dall’architetto Brunati, sulla riva Posillipo del porto interno di Brindisi.
Il monumento fu realizzato in pietra di carparo e di Trani, a forma di un gigantesco timone di nave, alto 54 metri dal piazzale superiore, dove vi è la porta d’accesso, e 68 metri dal piazzale sottostante, sul quale si apre l’ingresso alla cripta votiva realizzata a forma di scafo capovolto profonda 27 metri e con pavimento in marmo nero, con navata centrale ad otto nicchie. All’interno di questo Sacrario vi è la statua in bronzo della Madonna Stella Maris e sono scolpiti i nomi dei 5.922 marinai caduti durante la prima guerra mondiale e e ricordati i 33.900 marinai caduti nell’ultimo conflitto.
Visto dall’alto, l’insieme dell’intera costruzione ha l’aspetto di un uccello stilizzato.
Ai lati del monumento, sul piazzale superiore, al posto delle due statue di marinai previste nel progetto, furono sistemati i cannoni sottratti a sommergibili austro-ungarici, mentre alla base della scalinata che porta all’ingresso, furono collocate le ancore appartenute all’incrociatore leggero austriaco “Saida” ceduto nel 1920 alla Regia Marina.
Sulle pareti laterali del “timone” furono applicati dei bassorilievi di grandi fasci littori, successivamente rimossi.

Il Monumento al Marinaio d'Italia
Il Monumento al Marinaio d’Italia

Il 4 novembre del 1933 il monumento fu inaugurato con una grande manifestazione alla presenza del re Vittorio Emanuele III e moltissime altre importanti personalità.

Nell’ampia nicchia quasi in cima al monumento (dente del timone) fu posta una statua della Vergine voluta dall’Arcidiocesi al termine dell’Anno Santo. La cerimonia di consegna della statua alla Marina Militare si svolse il 18 dicembre del 1955 (scheda). La statua in lega di cemento è alta 4,5 metri e pesa circa 10 tonnellate.

Il 18 luglio 1965 il ministro Giulio Andreotti inaugura l’Ara Votiva realizzata nel piazzale inferiore (sagrato della cripta), accendendone quella che doveva essere la “fiamma perenne”. Durante la cerimonia vengono inoltre scoperte le lapidi dedicate ai Caduti della Marina Militare nella 2^ Guerra Mondiale.

Nel 1968 durante i lavori di dragaggio dell’avamporto, fu recuperata la campana di bordo della corazzata “Benedetto Brin”, affondata nel porto di Brindisi nel 1915, che fu collocata all’interno del Sacrario del Monumento per decisione del Comando Marina.

Il Monumento al Marinaio d'Italia
Il Monumento al Marinaio d’Italia

Video: S.M. il Re inaugura il monumento che consacra la gloria del Marinaio (Giornale Luce B0361 del 11/1933):

I segreti del Monumento e della sua cripta:

Le immagini della costruzione del Monumento al Marinaio d’Italia

Riferimenti bibliografici

  • Giuseppe Teodoro Andriani, Brindisi, da capoluogo di provincia a capitale del Regno del Sud. 2000
  • Ord. Architetti Prov. Brindisi – Archivio di Stato. Brindisi 1927-1943 da capoluogo a capitale i progetti e le architetture. 2000
  • Dario Amodio, Brindisi a pedate, 1967
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