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Il Centrosport, punto di riferimento del nuoto e della pallanuoto brindisina
La polisportiva, fondata nel 1951, continua a esistere e a proporre atleti in varie discipline natatorie, in attesa di trovare uno “spazio acqua” in una delle poche piscine della città
Lo sport come valore dell’uomo e della cultura. Sono questi alcuni dei concetti che sin dal 1951 hanno ispirato don Mario Guadalupi, sacerdote ed educatore, a creare una delle più gloriose società sportive brindisine di nuoto e pallanuoto. La Polisportiva Centrosport Brindisi per settant’anni ha rappresentato una certezza nel panorama sportivo locale, vivendo grandi successi e gratificazioni che hanno portato in alto il nome della nostra città non solo dal punto di vista sportivo ma anche delle tradizioni.
Insieme a “zio Mario”, il grande merito dei primi successi si deve al notaio Gaetano “Nino” Greco, uomo dalla “mole notevole” e dalle grandi doti umane e tecniche. Quando giunse in città, il già campione italiano con la mitica Canottieri Napoli, portò con se l’esperienza e la grande passione per gli sport acquatici che riuscì a diffondere egregiamente tra tanti giovani brindisini.
Il Centrosport pose le basi della propria attività natatoria nelle acque di Lido Santa Apollinare, nel porto medio di Brindisi. In quello specchio d’acqua si formarono le prime generazioni di atleti, protagoniste di una fase autenticamente pionieristica della disciplina, caratterizzata da condizioni di allenamento particolarmente gravose e da una forte capacità di adattamento. Le sedute di allenamento si svolgevano anche in prossimità delle rampe dell’idroscalo, oltre il cosiddetto Canale Pigonati, in un contesto ambientale privo delle infrastrutture sportive oggi ritenute indispensabili, ma che contribuì in maniera determinante alla formazione tecnica e al consolidamento dello spirito di sacrificio che avrebbe contraddistinto la società negli anni successivi. Il campo destinato alla pallanuoto era invece allestito nelle acque del porto interno, nei pressi dell’imbarco del traghetto che assicurava il collegamento tra il lungomare e il rione Casale, lato Monumento al Marinaio, all’epoca indicata come zona villa Fusco-Mantovanelli. Non vi erano spogliatoi, docce, armadietti, ma andava bene lo stesso. Tra la melma portata dallo scirocco e le onde generate dal passaggio delle imbarcazioni a motore qui si sono giocate partite importanti contro società blasonate.
Solo nei primi anni Sessanta si riuscì ad avere il primo campo di mare regolamentare in località Maremist (toponimo poi modificato in Marimisti), nei pressi della spiaggia degli impiegati civili della Marina. Qui oltre alla pallanuoto, si disponevano le corsie da 25 metri per gli allenamenti e le gare di nuoto, talvolta tra verdicole (Hermodice carunculata) e meduse urticanti.
La lunga speranza di avere una piscina si concretizzava solo nel 1971, quando venne inaugurato l’impianto di Materdomini che rappresentava un’assoluta novità: una vasca di 50 metri scoperta alimentata ad acqua di mare prelevata con idrovore della Marina Militare. Era la terza del meridione d’Italia, oltre a quelle di Napoli e di Palermo. La piscina, originariamente circondata da una florida pineta ma da anni miseramente ridotta a discarica di materiale diverso, dotata di spogliatoi e bagni con acqua potabile, era di proprietà EPT (Ente Provinciale del Turismo) e venne gestita con successo dalla società Centrosport che regolarizzava i corsi di nuoto e di pallanuoto. Dopo le ore 10 veniva permesso l’accesso e l’utilizzo della struttura anche agli ospiti del vicino camping e ai brindisini, con pagamento di un ticket. Alla gestione collaborava anche il giovane Antonio Celeste (oggi noto giornalista e presentatore) in qualità di segretario di vasca e della scuola nuoto, compito che svolgeva con grande precisione restando sempre al riparo sotto l’ombrellone a lui assegnato. L’incarico fu successivamente assunto dall’altrettanto noto Carlo Guadalupi, che lo mantenne fino al 1978, prima di dedicarsi alla pallacanestro.
Dal 1975 i corsi di scuola nuoto, frequentati da numerosi ragazzi, rappresentarono una delle attività più partecipate e significative di quegli anni. A organizzarli e seguirli furono Maria Ventricelli, Roberto Aluzzi, Antonio e Massimo Monticelli, figure che accompagnarono con continuità l’esperienza sportiva di tanti giovani. Massimo Monticelli, in particolare, curava con attenzione anche il cerimoniale che precedeva le gare regionali, provinciali e di Coppa, momenti che assumevano per i giovani atleti un carattere quasi solenne. L’ingresso delle squadre, ordinatamente schierate, l’alzabandiera e la presentazione dei giudici di gara e dei cronometristi scandivano l’apertura delle competizioni, conferendo a quelle giornate sportive un’atmosfera particolare, rimasta nella memoria di quanti vi presero parte.
Ai primi caldi don Mario Guadalupi, con la sua bicicletta, trasportava secchi di pittura, cemento ed altro materiale utile ai lavori di manutenzione e di riparazione della struttura “olimpionica” necessari dopo il periodo invernale.
Erano anni caratterizzati dal grande entusiasmo e di una incredibile carica agonistica degli atleti, paragonabile persino al calcio e al basket di questi anni, si giunse all’apice del successo sportivo, con un ottimo terzo posto di serie C e promozione sfiorata in serie B nazionale, era il 1976.
Quel campionato finì però male, con la squadra brindisina chiaramente penalizzata: ci fu la squalifica del campo per disordini dopo l’aggressione all’arbitro avvenuta durante un incontro di campionato, un brutto episodio che portò inesorabilmente allo smantellamento della squadra. Renna, Fusco, Vilella, Mancino si spostarono a giocare a Bari, D’Acquisto a Torino, altri decisero di lasciare. Solo le giovanili riuscirono a sopravvivere tra mille difficoltà ed a creare un nucleo di interesse che poi, negli anni ’90 riuscì persino a generare una nuova, ma purtroppo solo effimera, rinascita di questo sport. Il problema è sempre stato lo stesso: la cronica assenza di strutture idonee.
Con la partenza del notaio Greco alla guida della società sportiva si alternarono diversi responsabili, da Giò Giò D’Urso a Elio Maghelli, tecnici capaci di portare importanti innovamenti nel settore.
Dopo un calo di interesse dovuto al trasferimento in altre città dei migliori atleti brindisini, e quando solo le giovanili riuscirono a sopravvivere tra mille difficoltà e a creare un nucleo di interesse, negli anni ’90 si ebbe una nuova rinascita di questa disciplina grazie all’apertura di nuove piscine coperte da 25 metri. Con la piscina di contrada Massariola, all’interno del centro sportivo Nuova Idea (proprio affianco al palasport “Elio Pentassuglia”), a cui mancavano le tribune, la pallanuoto disse addio sino a quando non si venne inaugurato l’impianto privato di rione Bozzano, omologato solo per la serie D. Persino la piscina coperta “G. Parodo” della Marina Militare e del CONI di via Ciciriello fu costruita senza rispettare i requisiti necessari alla pallanuoto e per altre discipline acquatiche.
I risultati di un certo rilievo però non sono mai mancati, tanto che nel 2012 al Centrosport, società affiliata alla Federazione Italiana Nuoto sin dal 1954, tre anni dopo la sua fondazione, è stata conferita la Stella al Merito d’Oro, un importantissimo riconoscimento che segue i precedenti attestati di argento e bronzo per i valori sportivi ottenuti sia a livello pugliese che italiano. Una parte significativa del merito per la continuità e l’affermazione di queste discipline sportive è da attribuire all’opera di Pierluigi Francioso che, dapprima nelle vesti di atleta, quindi di tecnico e infine di dirigente, ha saputo raccogliere e proseguire l’eredità trasmessagli dal padre Eugenio e gli insegnamenti di don Mario Guadalupi. Grazie alla sua costante dedizione, alla competenza e alla tenace capacità organizzativa, egli ha assicurato la crescita e il consolidamento del sodalizio, conducendolo nel corso degli anni al conseguimento di prestigiosi risultati agonistici e contribuendo in modo determinante alla diffusione e alla valorizzazione del movimento natatorio e pallanuotistico brindisino.
Sin dalla sua inaugurazione, avvenuta nel 2011, il Centrosport ha gestito con grande senso di responsabilità la piscina comunale del rione Sant’Elia attraverso la società Marimisti, denominazione dal forte valore evocativo con la quale l’impianto è stato tradizionalmente identificato. Nel corso di quasi un decennio di attività, la struttura ha conosciuto una costante e ininterrotta crescita, consolidandosi come uno dei principali punti di riferimento cittadino. Tale percorso di sviluppo si è protratto sino all’agosto del 2020, quando la gloriosa polisportiva, in seguito alla mancata accettazione della proroga del contratto di gestione, ha riconsegnato l’impianto al Comune. Da quel momento la struttura è rimasta inutilizzata, esposta al progressivo degrado e e divenendo ripetutamente oggetto di atti vandalici.
Lontano dalle acque della propria città, ma mai distante dalla sua identità, il Centrosport ha continuato a svolgere la propria attività presso impianti natatori ubicati fuori dalla provincia, non avendo trovato disponibilità nelle strutture brindisine. Una scelta imposta dalle circostanze, che non ha però incrinato il legame storico con Brindisi né arrestato l’opera di promozione del nuoto e della pallanuoto. Nella consapevolezza del ruolo ricoperto nella storia sportiva cittadina, il sodalizio attende di poter fare ritorno nella propria sede naturale, affinché la lunga e gloriosa tradizione possa nuovamente trovare piena espressione nella comunità che l’ha vista nascere e crescere.
Sono stati tanti gli atleti, alcuni dei quali divenuti poi affermati tecnici, che con enormi sacrifici e tantissima dedizione hanno raggiunto grandi traguardi nelle competizioni natatorie e nei vari campionati zonali, provinciali, regionali e soprattutto nazionali. Tra loro i fratelli Ettore, Bruno, Gino e Elio Maghelli, Sergio Fusco, Tonino Renna, Donato Mancino, Diego e Danilo D’Acquisto, Giovanni Di Rienzo, Tonino e Ivano Bruno, Enzo Giuri, Angelo Maiorca, Vincenzo Guadalupi, Tonino e Giuseppe Selicato, Antonio Gentile, Antonio e Massimo Monticelli, Vincenzo Ammaturo, Nino Zongoli, Eugenio Caputo, Gianni Longo, Corrado De Rinaldis Saponaro, Pino Sorrenti, Carlo Sciarra, Carlo Ventriglia, Nando Bungaro, Maurizio Vilella, Roberto Aluzzi, Oreste Bianco, Salvatore e Vito Febbraro, Mino Romanelli, Francesco Di Tano, Ennio Grasso, Diego Vitale, Antonio Guadalupi, Lorenzo e Franco Monaco, Rori Legrottaglie, Paolo e Fabio Tagliamento, Teodoro Montanile, Maurizio Ricco, Mauro Miano, Donato Miggiano, Pierluigi e Roberto Francioso. Tra le donne Maria Ventricelli, Paola e Marzia Di Giulio, Annamaria Visentin, Teresa Ammaturo, Gabriella Ignazi, Lilli Spina, Valeria Vitale e Annarita Errico.
E poi ancora Marika, Augusto e Giovanni Perugino, Nicola Savino, Danilo Arigliano, Andrea Vernaglione, Alessandro Citiolo, Virgilio Panarese, Antonio Flores, Francesco D’Aprile, Fabio Aiello, Valeria e Flavia Mondatore, Maria Caianiello, Domenico e Antonio De Giorgio, Antonio Colella.
Per l’impegno e la passione dimostrata negli anni, meritano una speciale citazione i dirigenti e i tecnici Bruno Spalluto, Giovanni Piliego, Mariano De Giorgio, Renato Montaldo, Franco Colella, Angelo Amoruso, Giuseppe Lasorsa, Mino Crudo, Tonino Marinelli, Pinuccio Stefani, Cosimo Di Dio e Vincenzo Colucci.
Testo di Giovanni Membola
Riferimenti bibliografici
1 Don Mario Guadalupi, Mariano De Giorgio. Il Centrosport Brindisi. Dal 1951. Fotogrammi di una società sportiva di nuoto. 2012 (autorizzazione concessa all’utilizzo delle immagini)
- Giovanni Membola. La pallanuoto a Brindisi in Brindisi Sport Week, febbraio 2009
- Giovanni Membola. Centrosport, 68 anni di tradizioni e successi in Il 7 Magazine n. 91 del 29 marzo 2019
Si ringraziano per la preziosa collaborazione Marzia Di Giulio, Roberto Aluzzi, Giovanni Di Rienzo, Augusto Perugino e Carlo Guadalupi
Video della Piscina Matedomini di Brindisi
Partita di pallanuoto del campionato allievi, primi anni ’70. Archivio Roberto Aluzzi
Le gare di nuoto negli anni ’70. Archivio Carlo Guadalupi
(Si ringrazia lo studio fotografico Tasco per l’elaborazione)