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Il Castello Alfonsino o aragonese
L’isola di Sant’Andrea, la più grande del gruppo di sei isole e isolotti che fanno parte dell’arcipelago delle Pedagne. Strategicamente posizionata all’ingresso del porto di Brindisi, ha assunto nei secoli la funzione di avamposto militare e commerciale a difesa dalle costanti minacce nemiche, in particolare nei confronti dell’oriente islamico.
Anticamente detta Barra (Bara) o Pharos, il nome venne assunto nel medioevo, quando nel 1059 l’arcivescovo di Brindisi Eustachio la donò ai baresi Melo e Teudelmanno perché vi costruissero un monastero benedettino dedicato a sant’Andrea. Alcuni resti attribuiti all’antico edificio sacro, tra cui gli imponenti capitelli della chiesa, sono esposti nel Museo cittadino di piazza Duomo, tra questi il bellissimo Capitello della Danza (scheda).
Il pericolo dell’invasione turca sono alla base della decisione di fortificare la città, per questo nel 1481 Ferrante d’Aragona avvia la costruzione di una rocca a guardia del porto. Dopo soli 4 anni, Alfonso duca di Calabria, trasforma il torrione a forma di castello, da allora chiamato Castello Aragonese o Alfonsino. Ma solo nel 1492 può ritenersi completato, dopo l’isolamento della rocca dall’isola con l’apertura di un canale, e la definizione del salone al primo piano e delle gallerie con volta a botte nel piano inferiore.
Successivamente, nel 1558, iniziano i lavori di costruzioni del Forte (conosciuto come Forte a Mare) con lo scopo di fortificare la restante parte dell’isola per impedire lo sbarco di truppe nemiche e il conseguente attacco al castello. I lavori dell’imponente costruzione a forma di triangolo isoscele durarono circa 46 anni e compresero la realizzazione della darsena a chiusura parziale del precedente canale, del torriore circolare di “San Filippo” (lato porto) e di quello triangolare (lato mare).
Il complesso è così costituito da due parti distinte: il Castello Rosso, così denominato per la tipica colorazione delle pietre in carparo cavate nei pressi dell’isola stessa, in particolare al tramonto, ed il Forte, edificato successivamente ed adibito ad alloggio delle guarnigioni.
Il forte occupava solo una parte dell’intera superficie dell’isola, perciò si pensò di isolarlo praticando un taglio nella roccia a nord, realizzando così il “canale vicereale”.
Dopo anni di abbandono e vari interventi di restauro, oggi il castello e il forte, per la peculiarità del sito, sono accessibili esclusivamente mediante visite guidate condotte da personale specializzato. I servizi di visita guidata e di valorizzazione del Castello sono a cura dell’Ets Le Colonne, grazie all’accordo di partenariato siglato con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Province di Brindisi e Lecce.
- Informazioni per visitare il Castello e il Forte: Past Puglia
Fotogallery del Castello prima dello smontaggio del faro e degli ultimi restauri
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