La vita insieme
è una trattativa quotidiana: loro lhanno
trasformata in teatro. Corrado Nuzzo e Maria Di Biase
arrivano al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi giovedì
26 febbraio alle 20.30 con Totalmente incompatibili
e lo fanno con una storia lunga trentanni. Lappuntamento,
già da tempo sold out, fa parte della sezione
Verdi Green, pensata per intercettare
il linguaggio e le curiosità delle nuove generazioni:
un perimetro che privilegia proposte capaci di parlare
adesso, senza la necessità di travestirsi
da classico né di inseguire mode.
Dopo il grande successo
di Delirio a due di Eugène Ionesco,
Nuzzo e Di Biase tornano a un teatro dove sono autori
di se stessi. Qui la materia è chiara: la loro
vita, la loro coppia, le coppie degli altri, e soprattutto
la strana energia che tiene insieme due persone quando
ogni proverbio smette di funzionare. Il detto chi
si somiglia si piglia si rompe subito; anche
gli opposti si attraggono dura il tempo
di una risata. Eppure restano lì, insieme,
in scena e fuori scena, da anni. La domanda si piazza
al centro: perché? La risposta, come spesso
accade nella loro scrittura, arriva con una frase
che fa ridere e subito dopo spinge a pensare: «Perché
amiamo le diversità, perché ci sentiamo
pesci fuor dacqua, perché siamo outsider
e soprattutto perché con il nostro disagio
fatturiamo». Lironia è una scorciatoia
per dire una cosa seria: lincompatibilità
diventa un motore, un modo di stare nel mondo, una
lente per guardare il presente senza addolcirlo. Il
loro teatro parte da un contrasto, ci rimane dentro,
lo studia, lo spreme fino a farne una mappa leggibile.
Dentro Totalmente
incompatibili cè la cronaca minuta
di due caratteri che urtano di continuo, cè
losservazione curiosa di ciò che succede
intorno, cè quella sensazione contemporanea
di vivere in mezzo a una semplificazione permanente.
Il digitale accorcia le frasi, abbassa la soglia dellattenzione,
spinge al giudizio rapido. Loro provano una direzione
diversa: «Cerchiamo di privilegiare lanalisi
rispetto al giudizio concedendoci il lusso di fermarci
un attimo e raccontare i disastri che vediamo intorno
a noi». Anche la loro incompatibilità
ha una grammatica precisa, costruita negli anni. Persino
il modo in cui scrivono lo racconta. «Allinizio
avevamo questa specie di rito - raccontano -, ognuno
leggeva quello che aveva scritto e poi facevamo una
battle, come i rapper: vinceva la battuta
più bella o largomento affrontato meglio».
La scena, insomma, nasce da una collisione controllata.
E da lì il testo si affina, si asciuga, diventa
pezzo, diventa ritmo, diventa quella cosa
che in teatro sembra naturale e invece è precisione
pura.
La loro storia personale
diventa un pretesto per parlare di tutti: parlano
dei trentanni insieme come se la memoria di
coppia fosse un cassetto pieno di biglietti spiegazzati.
«Si stanno lasciando tutti. Solo noi siamo rimasti
insieme
un po sfighi». La durata
non ha sempre unaura romantica, spesso è
un lavoro, una testardaggine, una scelta rinnovata
anche nei giorni storti. La loro coppia, con tutte
le sue crepe, funziona come un laboratorio. «Secondo
i dati dellIstat - continuano - dal 2050 saremo
tutti single. Quindi noi siamo lultima testimonianza:
una coppia che sta ancora insieme e addirittura si
vuole bene. Ci dicono sempre che siamo totalmente
incompatibili e la risposta è sì: siamo
come due calzini spaiati usciti dalla lavatrice, un
po strani, un po fuori moda, ma ancora
insieme. Intorno a noi lamore sembra diventato
un tabù, non ci si prende più per mano
in strada. Noi invece resistiamo, ci teniamo la mano
e facciamo le corna
perché duri ancora.
Venite a vederci a teatro finché siamo in tempo».
Alla fine la domanda
resta intatta, perché è il loro modo
di essere onesti: un punto di accordo esiste davvero,
oppure il patto sta proprio nel restare diversi? Lo
spettacolo ci gioca, lo spinge, lo mette in crisi,
poi ci torna sopra con una battuta che disarma. E
quando arriva lultima risata, quella che chiude
e lascia nellaria un piccolo rimbalzo, si capisce
che lincompatibilità, per Nuzzo e Di
Biase, è una forma di fedeltà al reale:
due persone possono volersi bene senza assomigliarsi,
possono restare insieme senza diventare una cosa sola,
possono perfino trasformare lasimmetria in equilibrio,
in una misura che li tiene in piedi. Totalmente
incompatibili aiuta a guardare meglio. E a uscire
dal teatro con una certezza semplice, quasi inattesa:
a volte, la coppia che funziona è proprio quella
che continua a discutere, perché ha ancora
voglia di capirsi.
Brindisi, giovedì
19 febbraio 2026

Maria Di Biase e Corrado Nuzzo
- Totalmente incompatibili - ©Riccardo Ghilardi