Brindisi Virtual Tour
Brindisinità
La Processione a mare dei Santi Patroni
Le feste patronali di Brindisi, dedicate a san Teodoro d’Amasea e san Lorenzo da Brindisi, rappresentano un momento privilegiato di incontro tra fede, tradizione civica e identità marittima. Il contributo ricostruisce le origini e lo sviluppo storico del culto, evidenziando le dinamiche simboliche legate al mare e alla traslatio delle reliquie, secondo un modello diffuso in tutto il Mediterraneo.
La tradizionale “Processione a mare” si svolge annualmente nella prima settimana di settembre in occasione dei festeggiamenti dei Santi Patroni della città, San Teodoro d’Amasea (biografia) e San Lorenzo da Brindisi (biografia).
L’evento si articola in un suggestivo corteo di imbarcazioni, che dal porto antistante il Castello Alfonsino si dirige verso il lungomare Regina Margherita, accompagnato da solenni celebrazioni religiose.
La Processione a mare nasce alla fine del XVIII secolo come completamento del culto di san Teodoro: Il suo primo antecedente può essere individuato negli avvenimenti del 27 aprile 1776, quando, in occasione della parziale apertura del canale di comunicazione tra il porto interno e il porto medio, l’ing. Andrea Pigonati volle celebrare l’importante opera. I sandali, impiegati per le operazioni di escavazione dei fondali portuali, furono allora inseriti nella celebrazione, divenendo parte integrante della processione e inaugurando una tradizione destinata a consolidarsi nel tempo.
Solo successivamente la cerimonia è stata estesa anche a San Lorenzo, il Santo nativo della città, proclamato patrono con decreto ottenuto dalla Sacra Congregazione dei Riti il 15 dicembre 1961.
La processione prende via al tramonto dal Castello di mare (o Alfonsino), da dove i simulacri e le reliquie dei Santi vengono portate per mare su un natante (sandalo), percorrendo, insieme a numerose altre imbarcazioni festanti che si uniscono in processione, tutto il porto interno sino alla banchina centrale davanti la scalinata Virgilio, dove i santi patroni ricevono l’omaggio devoto della popolazione, che gremisce l’intero lungomare e la scalinata, e il saluto delle autorità civili e religiose. Dopo l’allocuzione dell’Arcivescovo, i simulacri vengono solennemente affidati al corteo processionale che, tra preghiere e canti, li accompagna in Cattedrale, dove si compie l’ultimo tratto del rito e si rinnova il vincolo devozionale che unisce la città ai suoi Santi Patroni.
La processione rievoca il miracoloso arrivo delle spoglie di San Teodoro nel XIII secolo: i resti del soldato romano martire del IV secolo, ucciso in Turchia per la sua fede in Cristo, venivano trasportate dall’odierna Aukat (Turchia) a Brindisi. I marinai della nave veneziana, vistisi inseguiti da navi turche e nel timore che il prezioso carico fosse profanato o depredato, misero le spoglie del Santo su una zattera, che, spinta dalla corrente, si diresse nel porto della città.
Accortisi della presenza dell’urna, alcuni pescatori brindisini si sarebbero immediatamente prodigati per recuperarla, prima che la corrente la trascinasse al largo disperdendone il prezioso contenuto. Ne sarebbe seguita una concitata gara tra le imbarcazioni, con ciascun pescatore intento a raggiungere per primo la zattera. Una volta rientrati in porto, l’urna sarebbe stata consegnata all’arcivescovo Gerardo, che ne avrebbe disposto la solenne custodia. Le reliquie furono quindi deposte in una cassa lignea rivestita di lastre d’argento e, successivamente, trasferite in processione nella Cattedrale, dove trovarono definitiva collocazione.
L’evento fu interpretato come un segno del santo di voler approdare sulla costa della città ed i brindisini accettarono la sua protezione.
Racconti e leggende di approdi ricondotti all’intervento del divino, ricorrono con una certa frequenza nella tradizione storica e devozionale delle coste pugliesi.
A contorno della processione, si svolge anche la festa patronale, con luminarie artistiche e fuochi d’artificio.
Inoltre si svolge annualmente il “Palio dell’Arca”, una competizione tra piccole barche da pesca (skifarieddi) che prende spunto dal racconto popolare risalente al XIII secolo inerente il recupero dell’Arca in argento contenente le spoglie del Santo giunte dal mare, ad opera dei pescatori, per poi condurle sulla terraferma.
Il Palio dell’arca e la processione a mare sono memoria delle origini marinare della città di Brindisi.
Fotogallery del Palio dell’Arca – ph. Antonio Lavino (2023)
Il video prodotto da Francesco Iurlaro (2026)
Documenti correlati