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Monumenti

Santuario di Santa Maria Madre della Chiesa – Chiesa di Jaddico

Il Santuario, meglio conosciuto come la chiesa di Jaddico, è situato sulla Strada Statale 379 Adriatica a pochi km a nord dalla città, e rappresenta un luogo di spiritualità, di pace e di conforto.

Brindisi. Santuario di S. Maria Madre della Chiesa, meglio nota come la chiesa di Jaddico. Esterno
Brindisi. Santuario di S. Maria Madre della Chiesa, meglio nota come la chiesa di Jaddico. Esterno

L’attuale edificio sacro è stata edificato tra il 1963 e il 1965 su progetto dell’architetto Liliana Pisanò, inglobando al suo interno un muro di una antica chiesa, attribuita ai Canonici del Santo Sepolcro, sul quale è raffigurata una Madonna che cinge con la sua destra il Bambino e con la sinistra regge un gallo. Da qui il nome della contrada (Gallico, Jaddico in dialetto) in realtà deriva dal longobardo wald, ovvero foresta, il toponimo è stato successivamente e liberamente interpretato con l’immagine del gallo.

L’antica chiesa era ai margini della Via Traiana, la consolare che univa Roma a Brindisi in epoca romana. Luogo di sosta e ristoro prima di entrare in città per i pellegrini e soldati.

Il muro dell'antica chiesa con l'immagine mariana (da Dario Amodio, <em>Muro di Jaddico</em>)
Il muro dell’antica chiesa con l’immagine mariana (da Dario Amodio, Muro di Jaddico)

Sull’antico muro, nel 1962 e nel 1963, vi sono state apparizioni mariane che hanno poi portato alla costruzione dell’attuale chiesa.
Così racconta l’episodio il prof. Alberto Del Sordo:

Qui, la notte del 27 m, l’antico affresco miracolosamente conservatosi sulla parete del rudere e raffigurante la Madonna col Bambino in braccio, si illuminò per l’ultima volta di luce soprannaturale, mentre un dolce profumo misterioso si liberava nell’aria primaverile. Alcuni testimoni di quell’episodio sono ancora vivi, e oggi raccontano la loro straordinaria esperienza nel numero di aprile di Ventisette, il foglio di informazione del santuario, redatto dai Padri Carmelitani Scalzi custodi del santuario. Tutto aveva avuto inizio nel 1962. La vigilia dell’Assunta, un cinquantenne vigile urbano di Brindisi, Teodoro D’Amici, portò per la prima volta dei fiori e dei lumini davanti a questa immagine. Fu spinto da un sogno, che si ripeté per tre volte. Sognava di trovarsi in quel luogo e di sentire una voce femminile insistente: “portami ceri e fiori”. Altri sogni premonitori invitarono Teodoro e con lui la gente a venire a pregare di notte davanti a questo muro che per tredici volte si illuminò misteriosamente. Teodoro vide diverse volte il quadro animarsi, sentì più di qualche volta, in sogno o in preghiera davanti all’affresco, la voce della Madonna che l’ 8 settembre 1962 gli apparve dietro il muro con le mani allargate dalle quali partivano dei raggi luminosi. Molti furono i testimoni di questa come delle altre illuminazioni che si irraggiavano per tutta la campagna. L’evento più clamoroso avvenne dunque il 27 maggio 1963, alle undici e mezzo di sera, quando tutta la zona, dopo un silenzio irreale, fu inondata di una luce intensissima che dalla chiesa, appena edificata, si alzava verso il cielo.”.

Brindisi. Santuario di S. Maria Madre della Chiesa, meglio nota come la chiesa di Jaddico. Interno
Brindisi. Santuario di S. Maria Madre della Chiesa, meglio nota come la chiesa di Jaddico. Interno

Nei pressi della chiesa una sorgente di acqua dolce trovata proprio da Teodoro D’Amici il 21 novembre 1962. Fu proprio la Madonna a indicare a Teodoro D’Amici il punto dove scavare e far scaturire una fonte d’acqua ritenuta miracolosa, da allora presente all’esterno della chiesa.

Nel 1975 il santuario si arricchisce del campanile, progettato dall’arch. Marcello Caramia.
L’immagine parietale della Vergine con Bambino, ritenuta una rappresentazione di età moderna, è stata restaurata nel 1980 da Diego Judice.
Dal 1986 il santuario è curato e custodito dai Padri Carmelitani Scalzi e resta aperto tutti i giorni dell’anno, anche di notte.
L’edificio sacro fu elevato a santuario cittadino l’8 dicembre del 1990, per poi essere riconosciuto santuario diocesano nove anni dopo.
Affianco sorge il Centro di Spiritualità “Mater Carmeli” dove vengono ospitati pellegrini e gruppi per ritiri spirituali e studi mariani.

L’8 dicembre del 2022 il riconoscimento ufficiale: l’Arcivescovo di Brindisi-Ostuni, monsignor Domenico Caliandro, con l’aiuto di tre teologi censori, ha potuto confermare che quanto accaduto a Jaddico sessant’anni prima sia da ritenere vero. Ha quindi emanato un decreto che riconosce il carattere soprannaturale delle apparizioni e dei fenomeni avvenuti in questo luogo sacro.

Il 13 novembre 2025, l’arcivescovo di Brindisi-Ostuni Giovanni Intini ha presieduto la prima sessione del processo di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Teodoro D’Amici (1933-1993), laico, vigile urbano e padre di famiglia brindisino noto per le presunte apparizioni mariane a Jaddico.