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Chiese - ROMITORIO DEI VESCOVI

Santa Maria del Romitorio è uno dei monumenti meno conosciuti dalla popolazione, nonostante l'interessantissimo ciclo di affreschi in esso contenuti. Il motivo è legato alla sua posizione che lo rende poco visibile e difficilmente accessibile.

L'edificio sacro, chiamato anche “Romitorio dei Vescovi”, lo si può osservare da via Muscettola e da via Guerrieri guardando la parte più in alto del Palazzo Arcivescovile, dove svetta l’antica costruzione dal tipico tetto a capriata e dalle antiche finestre (monofore) attualmente murate (foto a lato). Dalla parte opposta, sul lato che si affaccia nel cortile dell'Episcopio, risalta l'elegante bifora del '200, antica finestra divisa verticalmente in due parti da un pilastrino, anch'essa chiusa e che presto sarà riportata alle condizioni originali.
Scarse le notizie storiche su questo edificio medievale risalente al XIII secolo, che gode di una eccezionale posizione panoramica, per questo si ipotizza una originaria funzione come punto di osservazione sul porto. Fu l'arcivescovo Barnaba de Castro (1700-7) a trasformarlo in Romitorio, ovvero luogo appartato (di “eremitaggio”) per la preghiera dei vescovi.
All'interno le pareti sono quasi interamente ricoperte dai bellissimi affreschi risalenti ai primi anni del '700, una serie di importanti raffigurazioni parietali di grande valore artistico e storico. Sulla controfacciata è dipinto il “Giudizio Universale(foto in basso a sx) e sulla destra dell'ingresso una “Veduta di città”, una probabile raffigurazione di Brindisi, dal momento che si distingue bene la Cattedrale con campanile molto simile a quella raffigurata in altri documenti dell'epoca, chiesa poi crollata con il terremoto del 20 febbraio 1743.

Le altre pitture rappresentano le “Scene della Passione”, la “Nascita di Maria”, “l'Annunciazione”, lo “Sposalizio della Vergine”, la “Presentazione al Tempio”, “l'Incoronazione della Vergine”, la “Madonna con Bambino”, “l'Immacolata”, “Maria al tempio”, la “Visitazione”, la “Natività”, la “Vergine con il Cristo”, la “Madonna del Rosario”, il “Giudizio di Salomone” e “Sansone nel tempio dei filistei”.
Tutti questi affreschi sono stati da poco restaurati e riportati alle tonalità originali, dominati dal rosso ocra e del rosa intenso; con l’occasione vi è stato anche il rifacimento della copertura in legno, in maniera da evitare infiltrazioni d'acqua e salvaguardare l'intera opera. L'importante intervento è stato finanziato in partnership dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Puglia e dalla Diocesi brindisina.
E' l'ennesima meritevole opera di restauro di beni ed edifici sacri che l'Arcidiocesi ha compiuto in questi ultimi anni, ma sembra che in pochi riescono a comprenderne l’effettivo valore. Per una città che si propone come Capitale della Cultura il valore architettonico, artistico e storico dalle chiese cittadine, ormai quasi tutte restaurate ed aperte al pubblico, è da ritenersi essenziale se non indispensabile.

E' nelle intenzioni dell'Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi la sistemazione degli accessi in sicurezza per una giusta valorizzazione e fruizione del Romitorio da parte di cittadini e dei visitatori, al momento infatti per potervi accedere è necessario attraversare gli uffici della Curia e una parte del terrazzo.

Fotogallery - clicca per ingrandire
Esterno
Bifora
Interno
Parete a est
Affresco
Veduta di città
Interno
controfacciata
Affreschi
Documenti correlati:
» Scheda descrittiva a cura dell'Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiasitici

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